Il Giappone esce dalla recessione

A cura di Rocki Gialanella

Nell’ultimo trimestre del 2014, il Pil giapponese e’ cresciuto dello 0,6% rispetto al trimestre precedente. La variazione su base annua e’ stata del 2,2%, ancora inferiore alle attese degli operatori

Il ritorno alla crescita consentirà alla Banca del Giappone di controllare e pilotare meglio gli effetti dello stimolo monetario. Tuttavia, il calo delle quotazioni del petrolio possono allontanare ancor più l’inflazione dal target del 2% fissato dall’istituzione monetaria.

Dopo il sensibile rallentamento accusato nei sei mesi successivi al rialzo dell’Iva (che il 1° aprile del 2014 è passata dal 5% all’8%), i consumi privati, che rappresentano il 60% dell’economia domestica, hanno evidenziato un progresso, su base trimestrale, dello 0,3%.

Oltre alla ripresa della domanda, altri componenti di peso del Pil -come le esportazioni o gli investimenti realizzati dalle imprese- sono cresciuti, sempre su base trimestrale, rispettivamente del 2,7% e dello 0,1%. Gli investimenti pubblici, uno dei pilastri su cui si basa la strategia economica condotta dal primo ministro Shinzo Abe e conosciuta come Abenomics, sono cresciuti dello 0,6%.

Il progresso del Pil nipponico sembra dare credito alla decisione di Abe di mettere da parte un nuovo rialzo dell’Iva che il Parlamento nipponico aveva già messo in cantiere per il 2015. Approfittando della debolezza dell’opposizione, il primo ministro si è mosso con destrezza per riuscire ad avere un supporto politico più forte a favore della sua strategia economica ed ha ottenuto nuovamente una comoda maggioranza che gli ha permesso di rafforzare la sua posizione e governare fino al 2018.

I dati macro-economici che fotografano l’economia giapponese nel trimestre ottobre-dicembre 2014 sono stati ben accolti dalla Borsa di Tokio. L’indice Nikkei ha superato i 18.000 punti per la prima volta da luglio 2007 subito dopo la campanella di apertura delle negoziazioni.

Rocki Gialanella
Rocki Gialanella
Laurea in Economia internazionale presso l’Università degli Studi di Napoli ‘Federico II’. Ho abbracciato il progetto FondiOnline.it nel 2001 e da allora mi sono dedicato allo sviluppo/raggiungimento del target che ci eravamo prefissati: dare vita a un’offerta informativa economico-finanziaria dal linguaggio semplice e diretto e dai contenuti liberi e indipendenti. La storia continua con FONDI&SICAV.