Il lato oscuro del mercato

Il lato oscuro del mercato. Attualmente solo il 30% della liquidità che si muove giornalmente nei listini azionari Usa viene controllato dai broker. Il restante 70% dei volumi negoziati è nelle mani di algoritmi

Questa situazione non è di per sè un male perché le macchine non puntano, a differenza di quello che invece tendono a fare gli umani, a giocare con la volatilità e con i fenomeni che possono alterare sensibilmente il livello di volatilità delle Borse (come la Brexit ancora irrisolta o le periodiche crisi italiane). Le macchine non hanno sentimenti e non hanno paura di quello che può accadere in casi di incertezza estrema a livello politico o sociale. Quel 70% di negoziazioni quotidiane controllate dagli algoritmi può innescare un flash crash solo se una quota consistente di investitori si lascia dominare dal panico.

La crescita esponenziale dei sistemi automatici di trading ha completamente cambiato il volto del mercato azionario più importante del pianeta: quello statunitense. La quota di liquidità gestita giornalmente dagli algoritmi negli Usa è passata dal 25% del 2004 al 70% dei nostri giorni. Nel Vecchio Continente la percentuale nelle mani delle macchine è salita al 40% rispetto a meno del 5% di quindici anni addietro. Anche in questo caso il balzo è stato tale da sconvolgere la vita quotidiana delle Borse.

A livello di singole asset class, il mercato del reddito fisso è quello con contenuto di automazione delle negoziazioni: solo il 10% del totale è nelle mani delle macchine e il 90% resta saldamente nelle mani degli investitori.

La crescita dei mercati ‘dark’
Nel Vecchio Continente sta crescendo anche la quota di negoziazioni che è nelle mani dei listini denominati dark o off-book. La Banca Centrale Europea, nell’ultimo report dedicato a questi mercati (datato 2017), ha messo in evidenza che i dark pools non presentano alcuna trasparenza nelle proprie operazioni di trading: non sono noti i volumi di ordini relativi a operazioni di acquisto e vendita prima che vengano eseguiti.

L’istituzione che governa la politica monetaria nell’eurozona ha sottolineato che la crescita di questi mercati affonda le sue radici nel processo d’implementazione della Mifid, partito nel 2007. La Mifid pone le condizioni per l’adozione di requisiti di trasparenza in tutti i listini azionari europei e questo tipo di informazione può essere individuata e utilizzata da altri operatori per trarne dei vantaggi. Al contrario, i dark pools consentono ai partecipanti alle negoziazioni di continuare a operare nella totale oscurità.

Secondo gli ultimi dati disponibili, i mercati dark controllavano, alla fine del 2016, quasi 1 di ogni 10 euro negoziati sui listini europei. Gli operatori che tendono a utilizzare queste piattaforme sono grandi fondi d’investimento che depositano in tali listini i propri ordini di acquisto/vendita.

Rocki Gialanella
Laurea in Economia internazionale presso l’Università degli Studi di Napoli ‘Federico II’. Ho abbracciato il progetto FondiOnline.it nel 2001 e da allora mi sono dedicato allo sviluppo/raggiungimento del target che ci eravamo prefissati: dare vita a un’offerta informativa economico-finanziaria dal linguaggio semplice e diretto e dai contenuti liberi e indipendenti. La storia continua con FONDI&SICAV.
Advertisement