Il meglio del Made in Italy

Italiani popolo di santi, poeti, navigatori e … buongustai. Lo stereotipo con cui per decenni l’immagine del nostro Paese all’estero veniva associata, in modo dispregiativo, a pizza e mandolino è ormai un lontano ricordo, e il nostro patrimonio agroalimentare è diventato a pieno titolo il simbolo dell’italianità del mondo, un punto di forza del Made in Italy, dove le parole d’ordine sono bontà, genuinità e soprattutto qualità. Non a caso nel 2010 la dieta mediterranea, come stile di vita e modello nutrizionale, è stata dichiarata dall’Unesco Patrimonio Culturale dell’Umanità.

In Italia l’export di prodotti agroalimentari è arrivato a rappresentare una delle voci più importanti del commercio estero: secondo gli ultimi dati rilasciati dall’Istat, nel 2016 il valore delle esportazioni del settore ha segnato il record storico di sempre, arrivando a toccare quota 38,4 miliardi di euro, in aumento del 4% rispetto all’anno precedente.

Scendendo nel dettaglio il tasso di crescita è impetuoso: uno studio elaborato da Coldiretti in occasione dell’anniversario per i sessant’anni dalla firma dei Trattati di Roma mette in evidenza come dal 1957 a oggi la pasta spedita dall’Italia all’estero è aumentata di 180 volte, l’esportazione di olio extravergine d’oliva  di 36 volte (+3559%), quella di formaggi di 17 volte (+1634%) e quella dei prodotti ortofrutticoli è raddoppiata (+120%).

La maggior quota degli acquisti di prodotti italiani si concentra nei paesi dell’Unione Europea, che assorbono oltre il 65% delle esportazioni, con in testa la Germania seguita dalla Francia, ma il Made in Italy agroalimentare continua a crescere in tutti i principali mercati mondiali, a partire dagli Stati Uniti, che sono il principale mercato al di fuori dei confini dell’Ue, dove nel 2016 l’export italiano ha raggiunto la quota record di 3,8 miliardi con un aumento del 6% rispetto all’anno precedente.

Se poi andiamo al di là dei numeri, è sugli standard qualitativi e sui prodotti tipici che la leadership italiana nel comparto agroalimentare è davvero di assoluto rilievo e in continua crescita. L’Italia si conferma infatti il primo paese per numero di riconoscimenti Dop (Denominazione di origine protetta), Igp (Indicazione geografica protetta) e Stg (Specialità tradizionali garantite) assegnati dall’Unione Europea: dal 2005 al 2015 le specialità Dop, Igp e Stg con certificazione sono passate da 154 a 276. Inoltre l’Italia si posiziona al secondo posto in Europa per superficie agricola biologica e prima per numero di imprese del settore. Senza dimenticare la sicurezza alimentare: anche in questo ambito l’Italia è leader assoluta, con il minor numero di  prodotti agroalimentari con residui chimici (0,3%), una percentuale cinque volte inferiore alla media europea che si attesta all’1,5% e quasi venti volte più bassa della media dei prodotti extracomunitari.

E’ proprio su queste premesse, che la quinta edizione del DopoSalone ha scelto di offrire ai suoi ospiti un viaggio tra le eccellenze del Made in Italy, alla scoperta dei profumi e dei sapori della nostra grande tradizione enogastronomica, un viaggio reso possibile dalla collaborazione con That’s Good, con Roberta Lara consulting e con i numerosi sponsor che hanno aderito all’iniziativa. Ringraziamo Acquapazza Gourmet, azienda agricola troticoltura Armanini, La Bottega di Adò, salumificio Croci, formaggi Carozzi, Cesarini Sforza, Colle Massari, Cool Gelateria Naturale, Cortese Soft Drink, Donnafugata, Dry Aged Meats, Duca di Salaparuta, azienda agrituristica La Fiorida, Giardini d’Amore, The Glenlivet, Havana Club Union, caseificio Ignalat, In Vino Veritas, Lanson, Lantieri, Laurent Perrier, Leffe, Fratelli Longoni, Lurpak, Ma! Officina Gastronomica, Mais Corvino, Majani, Monograno Felicetti, caffè Musetti, Pisani Dossi, Riso di Nori, Spe.Al., Wine&Siena, Tenuta de L’Annunziata, BlueBlazer, Teatro 7 Lab, Centro di formazione professionale alberghiero Casargo, Ros, Jbc Agency.

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