Eurizon: “Il miglior posizionamento è sulle scadenze brevi e intermedie”

Maria Luisa Matarrelli, responsabile Government Bond e Forex di Eurizon Capital, interviene all’inchiesta di Fondi&Sicav sui treasury bond Usa e sull’evoluzione dei tassi di interesse americani

Eurizon Asset Management CMYK

I treasury bond rappresentano da sempre un porto “sicuro” durante le fasi di burrasca dei mercati. Nell’attuale situazione di mercato – caratterizzata da una Fed rialzista sul versante tassi e da una forte volatilità dei cambi – quale potrebbe essere il modo più equilibrato per assumere esposizione ai titoli di Stato Usa?

Il percorso di normalizzazione della politica monetaria della Fed è ormai ben avviato: dalla fine del 2015 ci sono stati quattro rialzi dei tassi di interesse. A seguito dell’adozione di politiche monetarie non convenzionali (“quantitative easing”), la banca centrale detiene nel proprio bilancio grandi quantità di titoli di Stato, agenzie e mortgage backed securities. Nell’ultimo meeting di giugno, la Fed ha chiarito che nei prossimi mesi valuterà anche se cessare il flusso dei reinvestimenti delle cedole e dei titoli che scadono sul bilancio con un ritmo piuttosto moderato. Tuttavia, l’atteggiamento della banca centrale americana è molto cauto nel proseguimento della restrizione monetaria perché il tasso di inflazione core all’1.4% è inferiore all’obiettivo (2%). Il mercato del lavoro anche se forte non è stato in grado di generare finora pressioni salariali sufficienti a provocare una solida crescita dei prezzi. Le aspettative di inflazione incorporate nei rendimenti dei titoli a scadenza lunga sono comunque già basse e a rischio di sorprese al rialzo. Un altro rischio è che l’amministrazione americana decida di adottare una politica fiscale espansiva finanziata con emissione di debito che accentuerebbe la risalita dei rendimenti. Il mercato dovrebbe assorbire i titoli di stato di cui la Fed non rinnova le scadenze e le emissioni di titoli necessarie a finanziare un possibile taglio delle tasse.

Quali sono le vostre previsioni sull’andamento della curva dei tassi negli usa e quali conseguenze attendersi sui tassi a breve e a lungo termine dall’azione della Fed?

Oltre alla Fed, anche altre banche centrali, come quella europea e quella inglese, nelle ultime settimane hanno dichiarato di voler ridurre l’entità dello stimolo monetario. Verrebbe a mancare un ulteriore fattore di supporto ai treasury americani che non beneficerebbero più dei flussi di acquisto provenienti dalle altre aree economiche in quanto la risalita dei rendimenti sarebbe generalizzata a tutte le aree economiche con un conseguente restringimento dei differenziali di rendimento. Quindi riteniamo la parte lunga americana a rischio di una possibile fase di correzione e a nostro avviso il miglior posizionamento è sulle scadenze brevi e intermedie.

Stefania Basso
Laureata all'Università Statale di Milano, dal 2006 collaboro con Fondi&Sicav. Lunga esperienza nel settore del risparmio gestito come marketing manager presso Franklin Templeton Investments e J.P. Morgan Fleming Am a Milano e a Lussemburgo. Breve esperienza presso Lob Media Relations come ufficio stampa per alcune realtà finanziarie estere. In tutto il mio percorso professionale ho lavorato a stretto contatto con persone provenienti da diverse parti del mondo, che mi hanno permesso di avere un approccio dinamico e stimolante e di apprendere attraverso il confronto con realtà differenti.
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