Il mondo scommette sul Qe in versione europea

Il team di Anima Sgr predilige l’Europa rispetto agli Stati Uniti e le Borse asiatiche, in primis il Giappone, che sembra interessante anche in presenza di una posizione negativa nei confronti dello yen.

Europa: confermato il sovrappeso a scapito della Borsa Usa
La visione sull’asset class azionaria rimane nel complesso neutrale e in termini relativi positiva per i listini europei, che per effetto dell’ampia liquidità disponibile hanno aperto il 2015 con un periodo di trend favorevole. Inoltre, giocano a favore una serie di fattori: il miglioramento dell’economia appare sempre più concreto”; dopo quattro anni di attesa, le attuali trimestrali delle società europee stanno finalmente evidenziando un significativo miglioramento degli utili aziendali e ancora, il deprezzamento dell’Euro, insieme al basso livello dei tassi di interesse e al minor costo delle materie prime e del petrolio, dovrebbero portare arevisioni di segno positivo sulle stime future.
La grande divergenza tra Usa ed Europa in termini economici, di inflazione e di conseguente politica monetaria, continuerà a guidare le scelte d’investimento del team di Anima. Nel breve periodo, tra l’altro, ci aspettiamo che il contributo a un ulteriore rialzo delle Borse europee possa venire in misura maggiore dai settori ciclici rispetto ai difensivi.
Pertanto, per quanto riguarda il posizionamento dei fondi europei, il giudizio è positivo innanzitutto per il settore dei consumer discretionary, in quanto, i bassi tassi d’interesse e le aspettative di crescita economica dovrebbero agevolare la ripresa dei consumi.
View costruttiva anche per il comparto bancario, – in particolare sulle banche dell’Area Euro, date le nostre attese di una positiva soluzione alla fine della questione greca – e delle telecomunicazioni, dal momento che crediamo che la continua adozione di smartphone di nuova generazione porterà ad un marcato aumento degli utili.
La visione resta invece negativa per il comparto energetico, vista l’incertezza sull’andamento del prezzo del petrolio (anche se l’Arabia Saudita, da aprile, ha comunicato che incrementerà il prezzo di vendita del petrolio per l’Asia e gli Stati Uniti, con listini che evidenziano rincari di un dollaro e più al barile per tutte le qualità di greggio), ma anche per quello delle utilities e del food and beverage, considerate le prospettive di rialzo dei tassi di interesse in Usa.
In particolare, oltre al Giappone, i Paesi su cui siamo più costruttivi, sono Cina e India. In Cina, le politiche monetarie espansive stanno aiutando il Paese a vincere la fase di rallentamento. Oggi si viaggia intorno a una crescita del 6%, anche se il governo mantiene gli obiettivi intorno al 7% per il 2015. Per quanto riguarda l’India, invece, stiamo vivendo giorni molto importanti, con il Paese che ha avviato un processo di deciso aumento della spesa in infrastrutture. Il governo, inoltre, sta avviando modalità innovative di finanziamento. Il tutto si combina con dinamiche di bilanci sostenibili che puntano al contenimento del disavanzo, tanto che si è passato dal 4,1% di deficit del 2014 al 3,9% proiettato del 2015. Ancora, nei prossimi anni si dovrebbe scendere al 3,6%, poi al 3,3% e ancora al 3 per cento. Questo dovrebbe allontanare le paure di alcuni investitori riguardo la sostenibilità delle finanze pubbliche e la fragilità del bilancio pubblico.

Mercati obbligazionari

Effetto Bce: cruciale la gestione della duration
A nostro avviso, l’approccio da mantenere per rendere più efficiente il portafoglio obbligazionario, è ancora quello di prevedere un’esposizione diversificata alle valute. Riteniamo, inoltre, che rappresenti centrale per i prossimi mesi il tema della gestione della duration di portafoglio.Sul fronte dei titoli governativi, all’interno dei portafoglidei fondi obbligazionari, conserviamo il sottopeso sui titolidei Paesi Core (di cui molti hanno rendimenti negativi),focalizzandoci ancora sui titoli di stato della Periferia, ma crediamo che le opportunità più interessanti si trovino frale scadenze a lungo termine (preferenza per Irlanda ePortogallo per la curva 5-10 anni) e con rating più bassi. Inparticolare, per effetto della politica molto accomodantedella Bce, il giudizio sui titoli governativi italiani restapositivo, sia su quelli nominali (con preferenza di curva5-10 anni) che quelli indicizzati all’inflazione.

Corporate bond e high yield: favoriti dalla ricerca di extra-rendimento
Anche le obbligazioni societarie se pur non direttamenteinteressate dagli acquisti della Bce, otterrannocomunque benefici dall’immissione di liquidità e dallaricerca di extra-rendimento, in un contesto di tassi bassie prospettive di crescita in miglioramento. Perciò l’idea suquesti due segmenti resta costruttiva con una preferenzaper il rischio credito rispetto al rischio tasso.Nei portafogli dei nostri fondi corporate resta ferma cometematica la preferenza, nel comparto dei subordinati,per gli emittenti non finanziari, a svantaggio delle emissioni bancarie di “nuova generazione”. In generale i portafogli corporate presentano, in un contesto di sempre maggior diversificazione, un sottopeso di duration e un sovrappeso di “beta”: si privilegiano cioè emissioni con rendimenti più elevati, ma su orizzonti temporali ravvicinati o con un grado di seniority inferiore.L’annuncio del Qe a gennaio, in quantità superiori alleattese, ha giocato a favore anche del segmento delleobbligazioni high yield, dal momento che ha generatoun’ulteriore compressione degli spread lungo tutte letipologie di curve, sia governative che di credito. Superatii problemi legati alla Grecia e le tensioni geopolitichein Ucraina e Libia, il mercato potrà concentrarsi suaspettative di crescita e inflazione più promettenti,complice la combinazione tra debolezza della monetaunica, ribasso del prezzo del petrolio e ovviamente gliacquisti da parte della Bce. Pertanto riteniamo che neiprossimi mesi si possano avere rendimenti positivi anchesui rating più bassi su cui sono posizionati i portafogli deinostri fondi focalizzati su questa asset class.

Valute

Resta fermo il sovrappeso sul dollaro
La view resta a favore di un apprezzamento del dollaronei confronti dell’euro, in particolare fino a giugno. Diqui il posizionamento lungo di dollaro all’interno deinostri fondi, avviato dalla fine del mese di novembre.Giudizio invece negativo sullo yen, in quanto la valutagiapponese resta debole non per mancanza di fiducianei fondamentali del Paese e nel debito, ma pereffetto della politica espansiva della Boj.Ci aspettiamo, infatti, che la banca centrale giapponesecontinui ad utilizzare strumenti non convenzionali alloscopo di raggiungere il proprio target di inflazione,mantenendo perciò elevata la pressione al ribassosullo yen. La differenza fra tassi reali americani e tassireali giapponesi dovrebbe continuare ad aumentareper effetto degli attesi rialzi da parte della Fed.