Il nervosismo domina i mercati

Incrementiamo l’investimento sul Giappone e si conferma la selezione mirata di investimenti specifici su azionario Italia, Spagna ed Inghilterr.a L’asset allocation a cura di Alessandro Allegri, A.D. di Ambrosetti A.M. Sim

Sono molti i temi emersi recentemente che hanno portato a repentini cambiamenti di umore in generale su tutte le principali variabili finanziarie. I mercati azionari hanno alternato tentativi di salita a nervosi ribassi alimentanti in primis dalle incerte sorti della questione Grecia in area Euro. Nonostante la variabilità e l’incertezza le borse ne escono in maniera solida (+0.05% Msci World LC) con il Giappone capace di mostrare una solidità di crescita importante (+5.08% nel mese). Bene l’America (+1.05%) mentre l’area Euro mostra molta più volatilità ed alla fine offre un risultato negativo (-1.24%). Male gli Emergenti (-4.16%) trascinati al ribasso da Brasile (-6.17%) e Russia (-4.69%), mercati molto esposti alle recenti flessioni del Petrolio. A livello di singoli paesi segnaliamo la significativa differenziazione di performance in Europa: Italia e Svizzera vanno molto bene (+1.95% e +1.77% rispettivamente) mentre Germania e Francia unitamente alla Spagna segnano risultati negativi. Più tesa certamente la situazione sul fronte obbligazionario con risultati negativi a livello globale ed in particolare in area Euro (-1.99% Italia, e -1.05% Germania).

La novità rappresentata dal marcato aumento dei rendimenti dei debiti sovrani registrato nel mese di maggio ha portato sul mercato movimenti repentini, e per molti versi inattesi proprio per l’ampiezza degli stessi. Allo stato attuale i livelli raggiunti sono così estremi (Tasso decennale tedesco attorno a 0.80%) da favorire altrettanto veloci dinamiche di “repricing”. Rimane comunque elevata la preoccupazione sugli scenari futuri obbligazionari ed i recenti shock vanno a rappresentare un primo step del probabile lungo percorso finalizzato progressivamente a sgonfiare la bolla creatasi sui bond in questi ultimi anni. Maggio è stato caratterizzato anche dall’altalenante dinamica valutaria che ha visto l’Euro ancora protagonista. Gli iniziali segnali di forza verso Dollaro hanno lasciato il campo alla ripresa del cammino di deprezzamento (-2.12% vs Dollaro, -1.70% vs Sterlina e -1.20% vs Franco svizzero). Nota finale sulle materie prime con la parziale flessione del Petrolio (- 1.50%), mentre l’oro riceve solo parziali flussi in acquisto (+0.52%).

La preoccupazione degli investitori a oggi resta concentrata sul rischio contagio che possa partire dalla crisi greca verso tutta l’area Euro. I mercati hanno già mostrato una buona capacità di tenuta a fronte di numerose comunicazioni di natura decisamente negativa, evidenziando momenti di “euforia” ad ogni indicazione di soluzione della attuale questione ellenica. Questo atteggiamento riteniamo non varierà molto nel corso del mese di giugno, con toni del dibattito in aumento a ridosso delle scadenze di pagamento del debito previste proprio nel mese entrante. I listini tuttavia restano supportati dai recenti dati positivi circa gli utili societari, dal segnale di un’economia direzionata verso un netto miglioramento della situazione in essere e soprattutto di quella prospettica. Evidenziamo inoltre come, un po’ a sorpresa, le indicazioni più positive siano giunte dai paesi Euro, aiutati dalla rinnovata debolezza della valuta e supportati naturalmente dalla chiara determinazione della BCE di portare avanti una politica monetaria espansiva.

A livello di allocazione rimane prevalente il ruolo degli investimenti sulle principali macroaree rispetto alla selezione settoriale caratterizzata in questo frangente dalla chiusura delle posizioni su Energy e Telecommunication. Viene incrementato l’investimento sul Giappone e confermata la selezione mirata di investimenti specifici su azionario Italia, Spagna ed Inghilterra. Sulla componente obbligazionaria solo parziali aggiustamenti in logica di riduzione del rischio complessivo del portafoglio.