Il Qe sta funzionando ma bisogna abituarsi a mercati volatili

A cura di Rocki Gialanella

Mario Draghi ha difeso la sua politica monetaria ma ha avvertito gli operatori che tutti dovranno abituarsi ad avere a che fare con fasi caratterizzate da una volatilità crescente. L’istituzione ha mantenuto il tasso ufficiale allo 0,05%

Il monito a non sottovalutare la volatilità è stato subito seguito dai mercati finanziari, con i titoli di stato dell’eurozona che hanno accelerato la recente tendenza al rialzo dei rendimenti. Il rendimento offerto dal Bund decennale ha raggiunto i massimi da inizio anno e l’euro ha reagito con un sensibile rialzo.

L’entità non ha pianificato alcuna variazione dell’attuale politica monetaria ed ha reiterato la volontà di rafforzarla ulteriormente nel caso in cui ce ne fosse bisogno. Il governatore ha precisato che, in caso di necessità, potrebbero essere rivisti il volume, il disegno e la distribuzione temporale delle misure.

In merito alla Grecia, Draghi ha spiegato che la condizione affinché Atene resti nell’eurozona si basa su un forte accordo, tale da garantire la crescita dell’economia ellenica, la sostenibilità delle finanze pubbliche, la giustizia sociale e la stabilità finanziaria. Tuttavia, Draghi ha detto che non parteciperà alla riunione tra il presidente della Commissione Europea, Jean-Claude Juncker, e il primo ministro greco, Alexis Tsipras.

Draghi ha sottolineato che la condizione necessaria per far si che la BCE aumenti i limiti all’emissione di titoli di stato ellenici a breve scadenza risiede nella rivisitazione positiva e migliorativa del secondo piano di salvataggio. Il governatore ha inoltre sostenuto che l’economia greca è rilanciabile con il ricorso a politiche adeguate.

La BCE ha elevato di 500 mln, fino agli 80.700 mln di euro, l’ammontare di liquidità che gli istituti di credito ellenici possono chiedere a prestito rivolgendosi alla Banca centrale del paese, mediante il programma di erogazione urgente di liquidità. La BCE, che decide settimanalmente l’ammontare che le banche greche possono chiedere alla banca di Grecia, non applicherà tagli di valore superiore alle garanzie che gli istituti presentano per ricevere i finanziamenti.

Previsioni
Il presidente ha mantenuto i suoi pronostici di crescita per l’economia dell’eurozona per i prossimi due anni ed ha elevato di tre decimi (fino allo 0,3%) l’aspettativa per l’inflazione nel 2015.

L’entità stima che il Pil della regione crescerà dell’1,5% nel 2015 e dell’1,9% nel 2016, in linea con quanto comunicato a marzo. Le nuove proiezioni contemplano un incremento del Pil leggermente inferiore nel 2017 (dal 2,1% si è passati al 2%).

In quanto all’inflazione, la stima passa dallo 0% allo 0,3% per il corrente anno. Inalterate le previsioni per il 2016 e il 2017, con prezzi previsti in salita rispettivamente dell’1,5% e dell’1,8%. La debolezza dell’euro e la ripresa dell’economia, secondo Draghi, dovrebbero consentire di centrare i target di inflazione.L’entità ha confermato il tasso ufficiale allo 0,05% e il deposit facility rate (-0,20) pagato dalle banche per parcheggiare la liquidità presso la BCE.

Rocki Gialanella
Rocki Gialanella
Laurea in Economia internazionale presso l’Università degli Studi di Napoli ‘Federico II’. Ho abbracciato il progetto FondiOnline.it nel 2001 e da allora mi sono dedicato allo sviluppo/raggiungimento del target che ci eravamo prefissati: dare vita a un’offerta informativa economico-finanziaria dal linguaggio semplice e diretto e dai contenuti liberi e indipendenti. La storia continua con FONDI&SICAV.