Il rally delle materie prime non puo’ continuare

Il rally delle materie prime non puo’ continuare

a cura di Stefania Basso

Nel secondo trimestre forte aumento della performance delle commodity energetiche e industriali. Ma i prezzi sembrano aver superato il miglioramento dei fondamentali sottostanti. Barclays

I prezzi delle materie prime nel secondo trimestre sono saliti grazie al miglioramento dei fondamentali sottostanti, ma è previsto un periodo di elevata volatilità dato che sono pochi i maket maker in grado di assorbire gli shock. Il prezzo del petrolio Brent è salito del 24% nel secondo trimestre, dopo un primo trimestre piatto, il rame è aumentato del 12% e l’oro è salito seppur in modo lieve. La solidità della ripresa delle materie prime sta influenzando le aspettative sulla crescita globale e i movimenti di altre classi di attivo.
Ma il rally dei prezzi delle commodity può continuare? È particolarmente importante in questa fase. Secondo gli esperti di Barclays è molto difficile che i prezzi delle commodity possano salire ulteriormente dai livelli attuali a meno che le condizioni di domanda/offerta non migliorino in modo rapido. I prezzi delle commodity principali come petrolio, rame e oro hanno già toccato livelli troppo elevati, in modo eccesivamente rapido e una brusca correzione al ribasso potrebbe già essere dietro l’angolo.
Sono diversi i segnali da tener presente nei mercati delle commodity e da monitorare attentamente:

-La Cina è ancora fragile. La domanda di commodity della Cina è stata ragionevolmente solida all’inizio dell’anno, con la domanda di petrolio in rialzo del 7,2% e quella del rame che ha toccato +4% nel primo trimestre. Tali dati contrastano con i dati negativi della produzione industriale e le importazioni sono aumentate forse grazie allo stoccaggio, in particolare delle materie prime strategiche come petrolio e rame. Il rischio è che la domanda locale e le importazioni di materie prime possano scendere con l’avanzare del secondo trimestre.

-L’offerta supera ancora i consumi. In particolare non sembra che le riduzioni dell’offerta necessarie a equilibrare il mercato del petrolio siano state effettuate in modo abbastanza rapido.

-La ripresa dei prezzi del petrolio potrebbe incoraggiare il riavvio di alcuni produttori americani

-Infine c’è un’ampia divergenza tra l’azione dei prezzi nei mercati fisici, dove i differenziali segnalano un eccesso di offerta, e i mercati dei futures, dove tutto appare positivo.

Crescono i rischi di inversione dei recenti trend dei prezzi delle commodity. I mercati dell’energia, in particolare il petrolio, sono quelli più esposti. La volatilità colpisce anche il rame, malgrado i fondamentali più solidi e i prezzi meno a rischio di una forte correzione al ribasso, soprattutto se risulta evidente un ulteriore indebolimento della Cina.