Il ritorno del Value

In un contesto come quello attuale, caratterizzato da bassi rendimenti e picchi di volatilità, può essere interessante approcciare il mercato azionario attraverso i fondi passivi smart beta che utilizzano strategie fattoriali. Il factor investing consiste sostanzialmente nella costruzione di indici basati sulll’identificazione di specifici fattori di rischio (value, growth, momentum, low volatility, yield), ottenendo così una segmentazione alternativa del mercato che consente di diversificare il portafoglio e cogliere le opportunità di investimento date dal fattore ritenuto più interessante o da una combinazione di essi.

Di questo tema abbiamo parlato con Rebecca Chesworth, strategist azionario per SPDR ETFs, alla quale abbiamo chiesto di esporci le opportunità del factor investing.

Tra i vari fattori di rischio qual è secondo lei il più interessante in questa fase di mercato?

«Dopo diversi anni di sottoperformance, credo che sia tornato il momento di considerare di nuovo l’approccio Value. Negli ultimi anni i timori di una recessione globale, alimentati dal rallentamento della Cina e dalle difficoltà delle economie dell’area euro hanno portato gli investitori a snobbare il Value, a favore di altri fattori come l’approccio Low Volatility. Oggi il contesto macroeconomico è tornato favorevole al Value, e nello stesso tempo altri fattori sono diventati costosi. Salvo una vittoria di Trump nelle elezioni americane, che potrebbe causare una certa debolezza sui mercati nel breve termine, gli investitori sembrano abbastanza positivi su crescita ed equity in generale, a beneficio dell’approccio Value».

A proposito di elezioni americane, come si sta muovendo il mercato americano in attesa delle elezioni presidenziali?

«Il mercato sta prestando molta attenzione a questo evento. Dai flussi che stiamo vedendo il mercato si aspetta una vittoria della Clinton. Se vincesse Trump sarebbe uno shock per i mercati globali, simile a quello che ha seguito il voto inglese sulla Brexit. ».

Nella vostra view quali potrebbero essere le conseguenze dell’elezione di Hillary Clinton o di Donald Trump sui diversi settori del mercato statunitense?

«Abbiamo selezionato i cinque settori che sono stati maggiormente menzionati dai due candidati, e sono i consumi discrezionali, i finanziari, l’health care, il comparto energetico e la tecnologia. In particolare riteniamo che l’outlook sia particolarmente negativo per l’health care: da un lato Trump non approva l’Obama Care e ha annunciato che smantellerà il programma, dall’altro la Clinton ha dichiarato che pur apprezzandolo intende regolamentarlo. Di conseguenza, gli analisti hanno downgradato le previsioni per il settore e se guardiamo ai flussi si stanno registrando ingenti fuoriuscite di capitali.

Di converso, i settori che hanno una view positiva sia in caso di vittoria della Clinton sia in caso di vittoria di Trump, sono secondo noi il comparto dei consumi discrezionali e i finanziari, anche se non è un dato ancora evidente nei flussi.

I due settori sui quali il risultato delle elezioni potrebbe impattare maggiormente sono energia e tecnologia. Per quanto riguarda il comparto energetico, i petroliferi in particolare hanno sempre performato bene durante le presidenze repubblicane e Trump ha sempre dichiarato il suo sostegno all’industria. Hillary Clinton invece sostiene l’importanza di investire nelle energie rinnovabili, di conseguenza una vittoria della candidata democratica potrebbe essere negativa per il comparto.

Nel caso della tecnologia vale il discorso opposto, storicamente negli ultimi vent’anni il settore IT ha sempre performato bene durante i mandati di presidenza democratica, per cui la view sul settore è negativa in caso di vittoria di Trump e positiva se vincerà Hillary Clinton, anche alla luce del miglioramento delle previsioni sugli utili delle aziende e del ritorno di interesse degli investitori, come dimostrato dai flussi che da settembre sono tornati positivi».

Paola Sacerdote
Nata a Milano ma cresciuta a Ivrea, patria del sogno olivettiano di cui ho visto il triste tramonto, ho studiato Scienze Politiche all'Università degli Studi di Milano. Dopo una esperienza nel mondo della finanza come consulente, oggi collaboro a tempo pieno con il gruppo FONDI&SICAV.
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