Il volo della sterlina

A cura di Rocki Gialanella

La Bank of England si e’ detta pronta ad alzare i tassi e la divisa ha ripreso la sua corsa. Nel Regno Unito l’ultimo rialzo del costo del denaro risale a luglio 2007

Non di sola Grecia vive l’universo finanziario. Il mondo continua a girare, e nelle ultime giornate questo giro ha riattivato le probabilità che due tra le principali banche centrali del pianeta si addentrino in un processo di rialzo dei tassi d’interesse, dopo averli mantenuti sui minimi di sempre per molti anni. Il governatore della Bank of England, Mark Carney, e quello della Federal Reserve statunitense, Janet Yellen, hanno assicurato che esistono i margini per procedere ad un ritocco dei tassi d’interesse entro la fine del 2015.

Nel caso della Yellen, questo messaggio non appare così sorprendente perché la Fed ha cominciato a preparare il terreno dalla fine del 2014. Nel suo ultimo intervento, il governatore della Fed non ha fatto altro che ratificare la possibilità di optare, se l’economia a stelle e strisce continuerà a consolidarsi, per un provvedimento restrittivo in materia di politica monetaria.

La posizione manifestata dal governatore Carney è invece meno scontata. Anche se Carney ha più volte fatto cenno alla possibilità di rivedere al rialzo, in tempi stretti, il costo del denaro durante l’anno in corso, questa opzione è rimasta per ora parcheggiata. Negli ultimi giorni, l’entità britannica è tornata alla carica ed ha comunicato apertamente che esistono margini e tempi per alzare i tassi nella seconda metà del 2015.

In entrambi i casi, la radice del nuovo corso è la stessa: il miglioramento delle condizioni economiche sta raggiungendo livelli tali da consentire una normalizzazione delle straordinarie condizioni monetarie applicate negli ultimi anni. Nel Regno Unito, il costo del denaro è congelato allo 0,5% da marzo 2009. Negli Stati Uniti, i tassi si posizionano nel range 0-0,25% da dicembre del 2008. L’ultima volta che la Bank of England ha alzato i tassi è stata nel luglio del 2007. Per la Fed si va ancora più indietro: giugno 2006.

Le dichiarazioni di intenti delle due banche centrali stanno lasciando i loro segni sui mercati. In particolare in quello delle divise. E ancora più in particolare per la sterlina, che ha reagito in modo vigoroso al più deciso messaggio del governatore Carney. La divisa britannica si è apprezzata fino a 1,437 euro, il livello più alto registrato dal 2007. Dall’inizio dell’anno, la rivalutazione della sterlina nei confronti della divisa unica è stata del 10%. Dalla fine del 2008, momento in cui la divisa britannica si è avvicinata più che mai alla parità con l’euro, il deprezzamento dell’euro sfiora il 30%.

Anche se non hanno provocato la stessa sorpresa, le parole pronunciate dalla Yellen hanno dato nuovo brio all’usd. Nell’ultima settimana, l’euro si è svalutato del 2,6% nel cross con il biglietto verde. Dall’inizio del 2015, la svalutazione dell’euro rispetto all’usd ha raggiunto il 10%.

Questo contesto favorevole alle divise anglosassoni, trova un’eccezione nel dollaro canadese. Il Canada ha tagliato i tassi di un quarto di punto portandoli allo 0,5%. Nel momento più acuto della crisi, la Banca Centrale canadese abbassò il costo del denaro fino allo 0,25%. Posteriormente, aumentò i tassi in tre occasioni nel corso del 2010 fino a portarli all’1%. Attualmente le autorità canadesi stanno tornando sui loro passi a causa delle difficoltà imposte ai conti del paese dalla riduzione del prezzo del petrolio. Stando alle ultime previsioni del Governo, l’economia canadese dovrebbe crescere nel 2015 dell’1,2%, il tasso più basso dal 2012.

Rocki Gialanella
Rocki Gialanella
Laurea in Economia internazionale presso l’Università degli Studi di Napoli ‘Federico II’. Ho abbracciato il progetto FondiOnline.it nel 2001 e da allora mi sono dedicato allo sviluppo/raggiungimento del target che ci eravamo prefissati: dare vita a un’offerta informativa economico-finanziaria dal linguaggio semplice e diretto e dai contenuti liberi e indipendenti. La storia continua con FONDI&SICAV.