Immobili, le banche centrali stanno creando una nuova bolla?

A cura di Rocki Gialanella

Le quotazioni degli immobili stanno lievitando a ritmi aggressivi in molte aree del pianeta

I timori per una nuova bolla immobiliare a livello mondiale stanno crescendo. Il prezzo delle case sta accelerando in molti paesi grazie alla spinta fornita dall’offerta di mutui a tassi d’interesse molto bassi. Le politiche monetarie perseguite dalle principali banche centrali dei paesi industrializzati potrebbero innescare un incremento delle quotazioni simile a quello sperimentato prima dello scoppio della bolla avvenuto nel 2007. Liquidità in eccesso, denaro a basso costo e appetito degli investitori sono gli ingredienti base per la ricetta ‘bolla’.

Il prezzo medio degli immobili ha fatto registrare una sensibile accelerazione negli ultimi due anni. Il fenomeno, tuttavia, è concentrato soprattutto nei paesi anglosassoni, Stati Uniti in testa.

A livello mondiale, il rendimento medio generato dall’investimento immobiliare è stato del 9,9% nel 2014, grazie alla rivalutazione dei prezzi. Si tratta del risultato migliore messo a segno dal 2007. Per gli esperti la situazione comincia a farsi preoccupante perché quello delle case è il più grande mercato d’investimento del pianeta e i dubbi sulla sua sostenibilità sono legittimi.

Lo scenario attuale è caratterizzato dalla presenza di rendimenti storicamente bassi per le singole asset class. L’esempio migliore è offerto dal mercato obbligazionario, che presenta rendimenti esponenzialmente bassi. Nei paesi in cui i bond domestici offrono cedole prossime allo zero o rendimenti negativi, gli investitori che dispongono di liquidità stanno cominciando a spostare l’attenzione verso l’acquisto di case. Gli esperti mettono in guardia dai rischi connessi con l’avvio di una fase di compravendite frenetiche che potrebbe essere alimentata dalla permanenza di rendimenti obbligazionari nulli per un periodo di tempo lungo.

Un altro indicatore del surriscaldamento del mercato immobiliare è dato dal confronto con l’andamento dell’indice azionario che raccoglie tutti i listini mondiali: l’Msci World. Quest’ultimo si è rivalutato del 10,4% nel 2014. Nello stesso periodo, la rivalutazione media degli immobili è stata del 20%. I vari quantitative easing implementati dalla Fed, dalla Bce e dalla BoJ stanno, a detta degli esperti, accentuando il trend in corso d’opera.

Secondo un’indagine pubblicata dal Financial Times, la bolla immobiliare avrebbe avuto inizio qualche anno fa negli immobili premium di alcune città statunitensi e di Londra. Nel 2014, il prezzo degli immobili a Londra è cresciuto del 20% e la domanda continua a rimanere forte. Dublino è un altro esempio di città interessata da sensibili incrementi delle quotazioni. Il problema è che in entrambi i casi le quotazioni sono spinte solo ed esclusivamente da liquidità a caccia di opportunità di rendimenti elevati. Secondo il Financial Times, il rischio di una nuova bolla immobiliare è concreto in molti paesi anglosassoni e rappresenta un fattore capace di far nuovamente deragliare l’economia mondiale nei prossimi anni.

Rocki Gialanella
Rocki Gialanella
Laurea in Economia internazionale presso l’Università degli Studi di Napoli ‘Federico II’. Ho abbracciato il progetto FondiOnline.it nel 2001 e da allora mi sono dedicato allo sviluppo/raggiungimento del target che ci eravamo prefissati: dare vita a un’offerta informativa economico-finanziaria dal linguaggio semplice e diretto e dai contenuti liberi e indipendenti. La storia continua con FONDI&SICAV.