Impact, guadagnare si può

 a cura di Pinuccia Parini

Siete investitori impegnati da 30 anni nell’investimento socialmente responsabile. Come avete articolato la vostra attività? 

Luc Olivier, gestore di fondi impact, La Financière de l’Echiquier (Lfde)

«Abbiamo sempre dedicato, dal 1991, un’attenzione particolare alla governance delle società in cui investiamo. La formalizzazione di una metodologia di analisi Esg proprietaria1 che continua ad arricchirsi di elementi nuovi risale al 2007 e oggi l’integrazione Esg copre il 92% delle masse che gestiamo2. Il nostro team dedicato alla ricerca sugli investimenti responsabili occupa un posto centrale nella gestione e sta strutturando il nostro approccio verso l’impact investing. In particolare, abbiamo ideato una dottrina di impatto finalizzata a fornire un quadro per le nostre strategie di impact investing, che evidenzia le esigenze e l’unicità del nostro approccio».

Che cosa significa per voi impact investing?

«Per noi, l’impatto significa ricercare una performance finanziaria e, al contempo, un impatto ambientale e sociale positivo. Per definirlo, ricorriamo innanzitutto all’intenzionalità: il punto di partenza di qualsiasi approccio d’impatto è l’intenzione di investire in aziende che generano un impatto ambientale e/o sociale positivo. Si basa sulla definizione di obiettivi e indicatori di impatto ex-ante, come una governance solida o risorse interne dedicate. L’addizionalità, poi, ci permette di andare oltre lo status di investitore responsabile e di diventare impact investor. Per Lfde significa detenere gli asset per lunghi periodi di tempo. Infine, sono essenziali la misurabilità dell’impatto degli investimenti e del fondo e la trasparenza, che prendono forma attraverso la pubblicazione di un rapporto d’impatto realizzato insieme a esperti indipendenti»

Cosa significa affiancare gli Sdg agli Esg?

«Da precursore ancora pochi anni fa, l’Sri è diventato mainstream e l’impatto è la nuova frontiera dell’investimento sostenibile. Non basta capire le politiche Esg delle aziende. Bisogna ora determinare il loro impatto sul pianeta e sulla società, identificando il nesso tra prodotti e servizi offerti. Echiquier Positive Impact Europe è stato il primo fondo in Francia ad affiancare la sua strategia d’investimento agli Sdg. Pensiamo che all’asset management competa un ruolo chiave nel raggiungimento di questi obiettivi entro il 2030. I 17 Sdg delle Nazioni Unite sono uno strumento rilevante per identificare le opportunità finanziarie che possiamo cogliere attraverso il fondo». 

In concreto di che cosa si tratta?

«In concreto, il nostro fondo investe in aziende europee le cui attività forniscono soluzioni alle sfide dello sviluppo sostenibile e si distinguono grazie a una buona governance e alla qualità delle loro politiche sociali e ambientali. Tra i 17 Sdg ne abbiamo identificati nove che vertono su sfide cui le aziende possono contribuire. Teniamo conto di queste opportunità nelle nostre proiezioni finanziarie per le imprese, per valutarle meglio nel lungo termine. Siamo convinti che si possa generare, sia un impatto positivo sul pianeta e sulla vita, sia una performance finanziaria sostenibile. Abbiamo definito un impact score composto, tra l’altro, dallo score Solutions, che stabilisce il nesso tra il fatturato di un’azienda e uno dei nove Sdg orientati al business. Le aziende possono, ad esempio, generare un impatto diretto sull’Sdg 3, “Salute e benessere”, offrendo prodotti che contribuiscono alla lotta contro l’obesità. Guardiamo ai prodotti e ai servizi, ma anche alle politiche sociali e ambientali dell’impresa. Così, l’Sdg 5, “Parità di genere”, ci permette di capire quale contributo positivo possono fornire le politiche Hr. Insieme all’analisi Sri ed Esg, altra fonte di performance a lungo termine, gli Sdg sono, a nostro avviso, autentici driver di performance».

Qual è la filosofia di investimento di Echiquier Positive Impact Europe?

«Nel 2017, 10 anni dopo avere definito la nostra metodologia Esg, abbiamo voluto identificare il prossimo step dell’investimento responsabile decidendo di imprimere una svolta importante, verso l’impatto, affiancando Echiquier Positive Impact Europe agli Sdg dell’Onu. Il fondo seleziona i titoli per il loro contributo agli Sdg, la loro eccellenza Esg e il loro upside stimato dai nostri modelli di valutazione». 

Potrebbe descrivere il portafoglio del fondo?

Questo prodotto azionario europeo multisettore e multicap è un fondo di convinzione. Partendo da un universo di investimento di circa 1.500 titoli, operiamo esclusioni settoriali e normative prima di identificare la tesi di impatto del titolo analizzato. Applichiamo i filtri Esg e impact, selezionando i titoli con un punteggio Esg, stando alla nostra metodologia, superiore a 6,5/10 e uno score Sdg molto esigente compreso tra 25 e 100. Infatti, solo il 25% delle aziende dell’universo valutato supera questa soglia su una scala da -100 a +100. L’analisi fondamentale va infine a confermare la solidità dell’investment case e ci porta a una quarantina di titoli in portafoglio. Circa la metà sono aziende il cui impatto deriva dall’uso diretto dei loro prodotti e servizi da parte dei clienti, come Munsters3 o il produttore di energia rinnovabile Neoen. Per il 30% circa del fondo, abbiamo selezionato azioni il cui impatto è indiretto, i cui prodotti e servizi permettono ai clienti di aumentare il proprio impatto. È il caso di Lonza o L’Oréal. Infine, società come Spie e Covestro hanno un impatto secondo noi sottovalutato dal mercato4. Identifichiamo le opportunità principalmente attraverso gli Sdg: il 25% del fondo risponde all’Sdg “Salute e benessere”, il 19% all’Sdg “Consumo e produzione responsabili” e il 12% all’Sdg “Energia pulita”». 

Quali sono stati i driver di performance del fondo?

«Pensiamo che l’impatto positivo dia accesso a trend di lungo termine che generano opportunità finanziarie notevoli. Come emerge da un rapporto di Better Business World del 2017, le innovazioni nel campo della salute, del benessere o della telemedicina, cioè l’Sdg 3, rappresentano un’opportunità pari a 2.845 miliardi di dollari entro il 2030. L’implementazione dell’economia circolare, la lotta allo spreco alimentare e l’agricoltura potrebbero generare opportunità per altri 2.365 miliardi. Sono tutte leve di crescita che si possono sfruttare attraverso i fondi impact. Il nostro ha dimostrato negli ultimi anni di potere generare una performance pari, se non superiore, al resto del mercato. Dal lancio, batte l’indice di riferimento e ha generato, nel 2020, il 20% in più di sovraperformance rispetto al mercato5».

1Environment, Social e Governance. L’analisi ESG non è sinonimo di vincolo di selettività
2 Dati al 30.09.2021
3 I titoli citati sono indicativi. La loro presenza nel fondo non è garantita.
4 La ripartizione tra le varie componenti può cambiare nel tempo.
5 Il dato è fornito a titolo indicativo e non è un vincolo da prospetto. 

Si richiama l’attenzione dell’investitore sui principali rischi legati al portafoglio: rischio di perdita di capitale, rischio azionario.  

I rendimenti passati non sono indicativi di quelli futuri. I rendimenti indicati sono al netto delle spese di gestione e al lordo degli oneri fiscali per l’investitore.

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