In arrivo dati inflazione Eurozona e minute Fed

Sul dato inflazione si concentra l'attenzione della Bce soprattutto in vista del meeting di giugno. Apertura in calo per le borse europee. Sul fronte cripto valute crollo del Bitcoin. Aggiornamento sui mercati a cura di UniCredit

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L’agenda macro di oggi è ricca di spunti, tra cui i dati definitivi dell’inflazione,
in arrivo dall’Eurostat della zona euro di aprile, dato su cui si concentra
l’attenzione della Bce soprattutto in vista del meeting di giugno.

Le aspettative sono per una conferma dell’1,6% su anno ipotizzato dalla stima ‘flash’.

Dalla Gran Bretagna sono stati resi noti i prezzi al consumo nel mese di aprile, che
hanno registrato un +0,6% su mese e un +1,5% su anno. Sempre dalla Gran
Bretagna in arrivo anche i prezzi al dettaglio e i prezzi i produzione del mese di
aprile.

Per gli Stati Uniti si guarda invece alle scorte settimanali di prodotti petroliferi Eia.

L’appuntamento ‘clou’ della giornata sono però le minute del meeting della Fed
del 27 e 28 aprile che verranno diffuse nella serata italiana. La banca centrale
Usa ha lasciato invariata la propria politica monetaria ribadendo che è ancora
troppo presto per avviare il dibattito sulla riduzione dello stimolo.

In primo piano anche la Bce che pubblicherà il suo Financial Stability Review.
Sul fronte delle cripto valute c’è stato l’ennesimo crollo del Bitcoin, che è sceso
fin oltre il 10% scivolando al minimo intraday di USD 40,257,80. L’ennesimo
colpo è arrivato con la decisione di tre autorità cinesi responsabili della
vigilanza delle banche e dell’industria dei pagamenti, di avvertire le istituzioni
finanziarie di non fare alcun business che comporti l’utilizzo delle cripto valute.

Dollaro poco mosso nei confronti delle principali divise in attesa delle minute
della Fed. Il cambio euro/dollaro vale 1,2242, in rialzo dello 0,11%. Alla stessa
ora dollaro/yen a 108,93 e il cross euro/yen scambia a 133,42.

Prezzi in calo su nuovi timori legati alla domanda, sulla scia dell’aumento dei
contagi in Asia, e sulle preoccupazioni per l’inflazione Usa che potrebbe spingere
la Fed a varare un rialzo dei tassi. Il futures sul Brent perde l’1,15% a USD 67,95
il barile, simile percentuale al Nymex per il Wti Usa a USD 64,81.

Stamane il Bund future giugno ha aperto in calo di 4 tick a 168,78, il Btp future
cede 14 bp a 145,09. Lo spread Btp/Bund riparte da 122 pts, con il rendimento
del nostro Btp decennale all’1,10%. Sul primario torna ad attivarsi la Germania
che mette a disposizione EUR 4 mld nel Bund con scadenza febbraio 2031.
Presente sul primario anche il Portogallo che offre EUR 1-1,25 mld in titoli di
Stato a 6 e 12 mesi.

Apertura in calo per le borse europee, con Piazza Affari in calo dell’1,10% in
apertura e i principali indici EU che perdono circa l’1% nelle prime battute. In
ribasso i titoli bancari insieme a tutti i titoli dell’indice Ftse Mib, tra cui
spiccano Nexi, Tenaris, Ferrari e Campari.

Brutta giornata oggi per l’azionario asiatico, che sconta anch’esso la paura
dell’inflazione Usa e dunque del rischio di un tapering del QE da parte della Fed
prima del previsto. Tra le borse peggiori quella di Sidney, che cade di quasi il
2%. L’indice Nikkei della borsa di Tokyo cede l’1,30% circa. Le borse di Hong
Kong e di Seoul sono chiuse per festività, mentre la borsa di Shanghai arretra
di mezzo punto percentuale circa. Pesa molto anche la situazione di incertezza
in Giappone che sta valutando l’estensione dell’attuale termine di settembre
del programma per far fronte alla pandemia. Inoltre il dato giapponese sulla
produzione industriale di marzo è stato rivisto al ribasso rispetto alle
aspettative.

La Borsa di New York ha chiuso la seduta in ribasso. Il Dow Jones ha perso lo
0,78%, l’S&P 500 lo 0,85% ed il Nasdaq Composite lo 0,56%. Tra i titoli in
evidenza Walmart a +2,11%. Il colosso della distribuzione ha rivisto al rialzo la
stima sull’utile per l’esercizio fiscale 2022 dopo un primo trimestre più forte del
previsto. Meglio del previsto anche i ricavi a USD 138,3 mld, superiori delle
aspettative pari a USD 132 mld. Amazon a -1,17%. Il colosso e-commerce
attivo nel settore dello streaming con la sua piattaforma Prime Video, potrebbe
conquistare Mgm Studios, la casa di produzione nota soprattutto per la serie di
James Bond, per USD 9 mld.

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