In attesa del QE della BCE

A cura di Stefania Basso

Le condizioni in Europa sono rimaste deboli. L’inflazione e’ rallentata al livello minimo degli ultimi cinque anni. Commento mensile di Aberdeen AM

Lo sprint di fine mese ha fatto salire i titoli paneuropei, che a novembre hanno realizzato un lieve guadagno, grazie agli interventi in materia di politica monetaria nella regione e a livello internazionale, che hanno alzato le aspettative di possibili ulteriori misure di allentamento. La BCE ha annunciato di voler espandere il proprio bilancio di 1 trilione di euro. Successivamente ha accennato di voler adottare ulteriori stimoli per sfuggire alla deflazione. La controparte britannica ha adottato maggior prudenza, abbassando sia le prospettive sulla crescita dell’economia sia quelle sull’inflazione. Il Primo Ministro giapponese Abe ha indetto un’elezione anticipata e ha posticipato il rialzo delle imposte sulle vendite, dato che il paese è entrato in recessione. In Cina i membri di politica monetaria hanno tagliato i tassi di interesse contro le attese per la prima volta in due anni, visto che l’obiettivo di crescita del 7,5% sembra sempre più lontano.

Un altro significativo “market driver” è stato il calo dei prezzi del greggio a un minimo di cinque anni dopo che l’OPEC, seguendo la direttiva del suo maggior produttore, l’Arabia Saudita, ha deciso di mantenere invariati i livelli di produzione malgrado la pressione di un taglio della produzione per supportare i prezzi del petrolio. La decisione dell’OPEC, tuttavia, ha favorito i titoli del settore spedizioni e aviazione per le aspettative riposte in una riduzione dei costi e in un miglioramento degli utili grazie all’abbassamento del prezzo del petrolio.

Sul fronte macroeconomico, le condizioni in Europa sono rimaste deboli. Se la crescita dell’eurozona nel terzo trimestre ha superato le attese, l’attività della potenza industriale del blocco, la Germania, è stata contenuta. Nell’area euro periferica invece c’è stata una nota positiva. La Grecia è tornata a crescere dopo sei anni di recessione, grazie al settore turistico. Ma è aumentata l’incertezza politica con l’estrema sinistra che rappresenta una minaccia potenziale in caso di vittoria alle elezioni di fine gennaio. I mercati dei titoli e delle obbligazioni sono stati entrambi incerti. Nel complesso gli indicatori prospettici del settore manifatturiero e dei servizi hanno segnalato un possibile ulteriore raffreddamento dell’economia della regione e l’improbabilità di una ripresa significativa nel corso dei prossimi mesi.

Anche i dati UK sono stati deboli. La produzione manifatturiera di ottobre ha deluso sulla scia della domanda debole dei mercati principali di esportazione. Anche se i dati del pil del terzo trimestre hanno mostrato l’elasticità dei consumi delle famiglie e lo sviluppo nel settore dei servizi, il calo a sorpresa dell’investimento delle imprese e del commercio netto ha rafforzato i timori sulla ripresa domestica.

La BCE difficilmente riuscirà a raggiungere l’obiettivo di espansione di bilancio di 1 trilione di euro a meno che non ricorra all’acquisto di bond sovrani. Aumentano le aspettative di un imminente quantitative easing all’inizio del 2015 soprattutto perché l’inflazione è rallentata al livello minimo degli ultimi cinque anni. In caso contrario potrebbe manifestarsi ancora una forte volatilità sui mercati.

Stefania Basso
Stefania Basso
Laureata all'Università Statale di Milano, dal 2006 collaboro con Fondi&Sicav. Lunga esperienza nel settore del risparmio gestito come marketing manager presso Franklin Templeton Investments e J.P. Morgan Fleming Am a Milano e a Lussemburgo. Breve esperienza presso Lob Media Relations come ufficio stampa per alcune realtà finanziarie estere. In tutto il mio percorso professionale ho lavorato a stretto contatto con persone provenienti da diverse parti del mondo, che mi hanno permesso di avere un approccio dinamico e stimolante e di apprendere attraverso il confronto con realtà differenti.