In Europa si conferma la ripresa, trainata dai consumi

La recente correzione rappresenta un buon entry point. L’analisi di Augustin Piquendar, gestore di DNCA Finance

Dopo un inizio d’anno con squilli di tromba, la fine del mese di aprile si è rivelata un periodo di maggiori difficoltà per i mercati azionari i quali sono stati destabilizzati dalla situazione greca, che continua a suscitare molti interrogativi e il cui esito resta incerto, dati i continui voltafaccia e tentennamenti dei negoziatori greci. La volatilità dei mercati è inoltre stata la conseguenza dei dati trimestrali deludenti sulla crescita negli Stati Uniti, la quale è certo ben al di sotto delle aspettative (0,2% rispetto al previsto 1%) ma la cui eccessiva debolezza è legata, secondo noi, a fattori congiunturali. Come l’anno scorso, le condizioni meteorologiche hanno avuto un impatto negativo a cui si sono aggiunti gli effetti degli scioperi, in particolare nei porti della costa occidentale, di un dollaro forte e del calo del prezzo del barile, con conseguenze negative sugli investimenti nel settore petrolifero.

È pertanto possibile che la Federal Reserve decida di non aumentare i tassi di riferimento prima di settembre. Tale prospettiva, che è attualmente ben integrata dai mercati, ha provocato un deprezzamento del dollaro nei confronti dell’euro nonché un calo delle quotazioni dei titoli delle società esportatrici europee. Il mercato è, inoltre, stato penalizzato da un aumento dei tassi che restano tuttavia molto bassi. Il rendimento del decennale tedesco è, infatti, aumentato di oltre 50 punti base, raggiungendo attualmente lo 0,58%. Tale aumento dei tassi ha sconvolto nel breve termine la “”congiuntura astrale”” di inizio anno.

Riteniamo comunque che tale correzione rappresenti un punto di ingresso dato che lo scenario macro e microeconomico resta positivo. Migliorano le prospettive di crescita dell’eurozona. La Commissione europea ha appena rivisto al rialzo, da 1,3% a 1,5%, le proprie previsioni per il 2015. Tale ripresa si estende anche alle imprese. Circa un terzo delle società quotate ha già pubblicato i propri risultati del primo trimestre e non si era assistito a trimestrali così incoraggianti, in termini di superamento delle aspettative, da metà 2012! Dato che anche le stime sugli utili e sul fatturato sono state riviste al rialzo nelle guidance pubblicate dalle imprese, prevediamo che pure il consensus aumenti le previsioni sull’utile per azione per il 2015. Tale dinamica dovrebbe rendere interessante la valutazione dei mercati.

In questo contesto, puntiamo su una ripresa economica in Europa attraverso società cicliche come Faurecia, Saint-Gobain, Peugeot e Metro, il cui fatturato è realizzato principalmente sul mercato interno e che sono state oggetto di sufficiente ristrutturazione durante la crisi per poter trarre vantaggio dalla ripresa. Anche il titolo Metro, fortemente penalizzato in passato dalla debolezza del rublo, ci sembra un buon mezzo per scommettere sul rilancio dei consumi in Europa, e in particolare in Europa dell’Est. Un altro tema di investimento è la ripresa dell’erogazione di crediti, in aumento rispetto agli ultimi tre trimestri, che dovrebbe favorire i titoli bancari, come Crédit Agricole o BNP Paribas. Tra le nostre favorite ci sono anche le telecom, come Orange, Telefonica e Telecom Italia. Su ogni mercato interno si dovrebbe assistere alla scomparsa di un operatore, il che potrebbe ridurre la pressione sui prezzi, e la diffusione della rete 4G, e in alcuni casi della 5G, nonché della fibra ottica dovrebbe far aumentare i proventi per consumatore.

Il principale rischio in questo scenario positivo è costituito dagli investimenti delle imprese che stentano ancora a registrare un incremento sufficiente. Affinché il circolo virtuoso si metta in moto, sarà necessario che gli investimenti prendano il posto dei consumi delle famiglie. Ora, in questo momento le società che ne hanno la possibilità preferiscono utilizzare le loro disponibilità liquide per riacquistare i loro titoli in borsa o versare generosi dividendi. È vero che la capacità produttiva in Europa è già elevata in un contesto caratterizzato da prospettive di crescita tutto sommato abbastanza nella media rispetto al passato.

Nell’ambito di una gestione diversificata, riteniamo che la performance sarà originata dalle azioni invece che dalle obbligazioni, i cui rendimenti si situano a livelli reali molto deboli. Puntiamo sulle società cicliche ben esposte alla ripresa europea. Sfruttiamo la volatilità per trovare entry point che consentano di trarre vantaggio dalla dinamica creata dalla revisione al rialzo degli utili delle imprese.