In Nigeria attenzione alla valuta, ma banche attraenti

L’analisi di Kier Boley, Portfolio manager di GAM, dopo le recentissime elezioni in Nigeria

Guardando in particolare ai mercati africani, le strategie long-only offrono per loro caratteristica liquidità mensile, e in tal modo hanno la flessibilità per avere pienamente impiegata un’alta proporzione dei loro asset. Nel frattempo, i fondi hedge regionali tendono ad avere un maggior peso sul Sud Africa rispetto al resto dell’area. Quei gestori che erano più esposti sulla Nigeria a febbraio hanno sofferto sia sull’azionario sia attraverso un indebolimento della valuta. Su base settoriale la maggior parte dei nostri gestori ha un cospicuo sovrappeso sui finanziari legati a titoli di società attive nel comparto dei materiali e dei beni di consumo.

Questi gestori sono cauti sulla Nigeria proprio a causa della valuta: la naira non è scesa tanto quanto il rublo russo – la moneta più simile proprio a causa di un’analoga dipendenza dal petrolio. La naira nigeriana è scesa del 22% da quando è iniziato il crollo del prezzo del petrolio, mentre il rublo ha perso all’incirca il 52%. È verosimile che la Nigeria, dopo l’ultima tornata delle elezioni presidenziali, dovrà svalutare la sua moneta per migliorare la propria posizione finanziaria. Proprio per questo motivo, gli investitori che non sono attualmente impegnati in questo mercato per ora se ne tengono alla larga. Ciononostante, le banche nigeriane tier-1 sembrano attraenti, e stiamo vedendo gli investitori che puntano sul valore che entrano strategicamente nel settore per costruire nuove posizioni, comprando al livello o al di sotto del valore contabile.

A oggi, i fondi hedge africani stanno scambiando all’incirca flat come conseguenza delle posizioni ribassiste sui titoli sudafricani di beni voluttuari. Titoli che sono diventati costosi, che non si rifiutano di scendere e che sono in realtà saliti ulteriormente per la convinzione che un prezzo del petrolio più basso spinga i consumi.