India: perché l’economia sta accelerando

a cura di Stefania Basso

L’aumento dei salari e delle pensioni beneficerà 34 milioni di dipendenti pubblici. Il commento di Neelkanth Mishra, strategist India equity di Credit Suisse

Diversi indicatori economici, come la domanda di petrolio e di auto, rivelano che il ritmo di crescita dell’India sta aumentando. “L’indebolimento economico innescato dal consolidamento fiscale forzato di inizio 2015 sembra essere definitivamente superato”, ha affermato Neelkanth Mishra, strategist India equity di Credit Suisse. L’aumento della domanda di petrolio ha toccato i massimi storici in più di dieci anni a ottobre. Le vendite retail sono state molto solide anche a settembre e ottobre, supportate dalla festa di Diwali, una celebrazione induista simile alle festività natalizie dell’occidente. Bene anche il settore dell’auto in ottobre, con le vendite dei veicoli a due ruote e a quattro ruote che sono cresciute del 13% e 21% rispettivamente. Il tasso di proprietà dell’automobile rimane tuttavia basso in India – pari a +19% nel 2014.

Anche l’aumento della spesa pubblica in infrastrutture, con particolare attenzione al miglioramento delle strade, sta stimolando l’economia indiana. Sono stati spesi 89 miliardi di rupie solo a settembre per il miglioramento delle strade, contro 330 miliardi di rupie nell’intero anno fiscale 2014-15. Per quanto riguarda la rete ferroviaria del paese, l’obiettivo è quello di aumentarne la capacità. L’economia indiana è cresciuta del 7,4% nel terzo trimestre del 2015, guidata dalla spesa pubblica in infrastrutture e dai consumi privati.

Un paio di semplici cambiamenti hanno guidato la produttività del paese negli ultimi anni. Nel 2011 un terzo delle famiglie indiane non disponeva di elettricità mentre per i rimanenti due terzi mancava la corrente elettrica diverse ore al giorno. “Negli ultimi due anni c’è stata una forte accelerazione dell’elettrificazione delle famiglie. Oggi l’80% della popolazione può accedere all’elettricità e la disponibilità di energia è migliorata. E’ aumentata la percentuale della popolazione con una connessione telefonica. Tutti questi miglioramenti basilari guidano la crescita robusta della produttività indiana, anche se il paese parte da una livello basso,” ha spiegato Mishra. Ma la riforma che ha avuto l’impatto più forte sino a questo momento è forse il modello di inclusione finanziaria del governo. “Il numero della famiglie con accesso ai conti bancari è salito da circa la metà della popolazione nel 2014 a quasi il 100% nel 2015. Questo significa che ora milioni di famiglie e imprenditori indiani hanno accesso per la prima volta ai sussidi statali e ai microcrediti privati. Fanno finalmente parte del sistema finanziario. Sono piccoli passi ma molto importanti per l’amministrazione,” ha continuato Mishra.

Il governo indiano ha in programma a breve l’aumento dei salari e delle pensioni dei dipendenti pubblici. “L’implementazione di un pacchetto da 4,5 trilioni di rupie indiane (68 miliardi di dollari americani), ovvero il 2,8% del pil del paese, dovrebbe stimolare ulteriormente i consumi privati e avere un impatto molto diffuso sul paese”, ha affermato Mishra. L’aumento del potere di acquisto potrebbe stimolare inoltre la domanda di generi alimentari, trasporti, gioielleria e intrattenimento, a beneficio dell’intera economia. Anche gli investimenti diretti esteri in India sono stati molto solidi e potrebbero toccare nuovi massimi storici nel corso di quest’anno fiscale che si chiuderà a marzo 2016, ma anche nel prossimo anno fiscale. David Mulford, vice chairman international presso Credit Suisse Investment Banking, ha dichiarato: “L’India, rispetto a tutti gli altri paesi emergenti, sarà quella che crescerà di più nei prossimi tre-cinque anni, dato che altri paesi emergenti come Brasile e Cina sono rallentati. L’India ha un vantaggio reale e mi aspetto tassi di crescita annui compresi tra il 7 e l’8,5%”.

Stefania Basso
Laureata all'Università Statale di Milano, dal 2006 collaboro con Fondi&Sicav. Lunga esperienza nel settore del risparmio gestito come marketing manager presso Franklin Templeton Investments e J.P. Morgan Fleming Am a Milano e a Lussemburgo. Breve esperienza presso Lob Media Relations come ufficio stampa per alcune realtà finanziarie estere. In tutto il mio percorso professionale ho lavorato a stretto contatto con persone provenienti da diverse parti del mondo, che mi hanno permesso di avere un approccio dinamico e stimolante e di apprendere attraverso il confronto con realtà differenti.