India, taglio tassi sorprende, ce ne saranno ancora

La Banca centrale indiana ha tagliato i tassi di interesse di riferimento di 25 punti base, portandoli al 7,75% e andando così contro le attese dei mercati. Il commento di Craig Botham, Emerging Market Economist di Schroders

Il taglio dei tassi è stato deciso in un meeting ad-hoc e giunge alla luce di un’inflazione ancora bassa, nonostante una lieve ripartenza a dicembre. L’aumento dei prezzi al consumo del 5% registrato nell’ultimo mese del 2014 è pari quasi alla metà del livello di un anno fa e ben al di sotto del target 2015 (8%) e persino del target 2016 (6%).

L’inflazione è stata spinta al ribasso dal calo delle quotazioni globali degli alimentari e delle materie prime, che si sta trasmettendo ai prezzi locali. Le ultime indagini mostrano poi che le attese sull’inflazione sono ormai nel territorio delle percentuali a una cifra, per la prima volta dal 2009 – questa è un punto chiave della lotta all’inflazione. La Banca centrale ha dunque lo spazio necessario a tagliare i tassi di interesse per supportare la crescita, che nel 2014 ha faticato.

Sebbene il governatore della Banca centrale, Raghuram Rajan, abbia menzionato il calo delle pressioni inflative, egli ha anche avvertito che ulteriori misure di allentamento monetario dipenderanno dal consolidamento fiscale e dagli sforzi sulle riforme. Eventuali segnali di una perdita di disciplina da parte del Governo sul proprio target del 4,1% per il deficit/PIL potrebbero portare a una interruzione del ciclo di tagli dei tassi.

Tuttavia, in altre occasioni, Rajan ha già sottolineato che qualsiasi taglio dei tassi sarebbe stato attuato solo se avesse avuto la sensazione di essere in grado di avviare un ciclo: ulteriori allentamenti monetari sembrano dunque assicurati. Ci aspettiamo di vedere tagli per 75 punti base in totale quest’anno, che porterebbero i tassi di interesse al 7%.