Indonesia: tante sfide all’orizzonte

a cura di Mark William Lowe

Nel gennaio 2019, Standard Chartered aveva predetto che in poco più di un decennio le potenze economiche mondiali avrebbero avuto un aspetto molto diverso: i mercati emergenti sarebbero diventati la forza dominante e le loro economie, complessivamente, sarebbero state più grandi di quelle del mondo sviluppato. 

Allo stesso tempo, il World Economic Forum dichiarava: «Gli attuali mercati emergenti costituiranno probabilmente la maggior parte delle 10 maggiori economie entro il 2030». Era opinione diffusa che il Pil cinese avrebbe superato quello degli Stati Uniti entro l’anno successivo e che l’India, con un tasso di crescita atteso del 7,8%, sarebbe presto diventata la seconda potenza mondiale. 

Le previsioni stimavano un cambiamento radicale nella classifica del prodotto interno lordo mondiale: entro il 2030 gli Stati Uniti sarebbero scivolati al terzo posto e l’Indonesia sarebbe diventata la quarta delle prime cinque economie globali. Queste previsioni, ampiamente accettate e pubblicate nel 2019, annunciavano che l’economia dell’Indonesia sarebbe triplicata, passando da 3,2 a 10,1 trilioni di dollari entro il 2030. Con una popolazione di oltre 273 milioni di abitanti, oltre due decenni di crescita economica positiva e una classe media emergente, l’Indonesia mostrava tutti i segnali di essere un mercato potenzialmente enorme per un gran numero di produttori europei e di industrie. 

Poi sono arrivate la pandemia e una delle più gravi recessioni globali a memoria d’uomo.

Una recessione più mite 

Sebbene l’Indonesia abbia subito una crisi più lieve rispetto ad altre nazioni, non ne è stata risparmiata. Quasi 2 milioni di persone hanno perso il lavoro tra febbraio 2020 e marzo 2021, mentre nello stesso periodo altri 3 milioni sono caduti in povertà. L’impatto del Covid-19 è stato avvertito in tutta la società indonesiana, ma, fortunatamente, il programma di assistenza sociale del governo e le misure economiche sono state in grado di mitigare un esito potenzialmente peggiore. Jakarta ha sviluppato un ampio piano di risposta alla pandemia che si è rivelato cruciale per prevenire una recessione ancora più profonda. Il “Programma nazionale di ripresa economica” si è concentrato principalmente sul rafforzamento della capacità di assistenza sanitaria e sul sostegno finanziario alle famiglie e alle imprese vulnerabili. Con un’eccezionale, ma opportuna, mossa temporanea, la Banca centrale ha sostenuto gli sforzi acquistando titoli di stato, manovra fondamentale per garantire la stabilità dei mercati finanziari. Tuttavia, la pandemia ha portato alla luce la vulnerabilità della nazione agli shock economici e, in particolare, le difficoltà causate da un sistema economico diffusamente informale, un notevole divario in termini di competenze professionali e una bassa copertura previdenziale. Le debolezze evidenziate dal Coronavirus hanno un prezzo, ma rappresentano anche un vantaggio, nel senso che possono aiutare il governo a identificare una serie di riforme fondamentali in settori come le competenze professionali, la regolamentazione del mercato del lavoro e le barriere all’imprenditorialità. 

 

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