Inflazione su, ma non troppo

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Siamo entrati in una nuova era politica, che cerca di risolvere in maniera più incisiva la stagnazione economica secolare.

Ciò potrebbe causare pressioni al rialzo sui rendimenti obbligazionari, ma le banche centrali possiedono strumenti sufficienti per contenerli. Mauro Valle, head of fixed income di Generali Investments Partners, condivide la sua view per i prossimi mesi, delineando il posizionamento dei portafogli obbligazionari governativi, le opportunità nel segmento corporate bond e il solido trend di crescita nelle emissioni di green bond.

Il 2021 ha riportato alla ribalta un tema che sembrava dimenticato, l’inflazione: come prevedete che si muoverà?

«La ripresa economica potrebbe essere accompagnata da una risalita del livello dei prezzi, in particolar modo negli Usa, e il mercato si interroga sulla sua natura transitoria o meno. L’inflazione attesa nell’Eurozona è tornata sopra il livello di inizio 2020 e sta muovendosi verso i massimi degli ultimi cinque anni. Da un lato si potrebbe osservare che il mercato comincia a scontare in larga parte lo scenario di un’inflazione più alta ma, dall’altro, complici la banche centrali più flessibili nella gestione dell’inflazione, il rischio di avere incrementi dei prezzi più elevati di quelli cui eravamo abituati negli ultimi anni non è marginale. Un’eventuale risalita del costo della vita dovrebbe, alla fine, essere contenuta, non essendoci a ora le condizioni macroeconomiche per una ripresa strutturale dell’inflazione nel lungo periodo».

 

continua leggi il numero 133 di Fondi&Sicav magazine

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