Home In evidenza Infrastrutture quotate al test dell’inflazione

Infrastrutture quotate al test dell’inflazione

0
Infrastrutture quotate al test dell’inflazione

Quali impatti possono avere sulle infrastrutture quotate rendimenti obbligazionari più elevati e aumento dei tassi di interesse? Alex Araujo, gestore del fondo M&G (Lux) Global Listed Infrastructure, M&G Investments

L’economia globale sta mostrando i primi segnali di ripresa e, anche se le prospettive restano incerte, molti investitori stanno iniziando a confrontarsi con la prospettiva di un ritorno dell’inflazione.

Mentre l’asset class ha storicamente mostrato un certo grado di sensibilità ai movimenti dei mercati obbligazionari nel breve termine, ci aspettiamo che gli effetti a lungo termine per una strategia “growth”, focalizzata sulla crescita siano significativamente diversi.

Un contesto di crescita economica controllata con un’inflazione in leggero aumento fornisce infatti a molte società infrastrutturali quotate una fonte vitale di crescita, sia direttamente che indirettamente. I rendimenti legati all’inflazione sono una caratteristica fondamentale dell’asset class e un fattore chiave per alimentare i flussi di cassa e i dividendi nel tempo.

Stress-test per le infrastrutture quotate: prova superata?

Per capire meglio il comportamento dell’asset class all’interno di un contesto di aumento dei tassi di interesse, abbiamo sottoposto a stress-test l’universo investibile del nostro fondo specializzato sulle infrastrutture quotate, l’M&G (Lux) Global Listed Infrastructure.

L’analisi è stata condotta sulle 250 società in portafoglio, suddivise in tre tipologie  “economiche” (ovvero il più tradizionale ambito delle utility, delle infrastrutture energetiche e dei trasporti), “sociali” (sanità e istruzione, ad esempio), e “in evoluzione” (connettività universale, digitalizzazione, mezzi di pagamento elettronici) – e sottoposte a rigorosi criteri di selezione che tengono in considerazione

Immaginando uno spostamento di 100 punti base della curva dei rendimenti (propagato) sulla performance degli investimenti, osserviamo che l’impatto maggiore sugli asset si riflette nel breve termine.

Il sentiment negativo pesa sulle aree difensive delle infrastrutture “economiche” e “sociali”, mentre le infrastrutture “in evoluzione” resistono, dimostrando così la propria caratteristica di efficace strumento di diversificazione.

Concentrandosi sugli effetti più di lungo termine, l’aumento dei tassi esercita un impatto positivo per ragioni perfettamente logiche: i tassi salgono perché l’attività economica e l’inflazione sono in aumento, il che significa più traffico sulle strade a pedaggio e più passeggeri negli aeroporti, così come più flussi di cassa derivati dalle entrate legate all’inflazione.

Lo stesso stress-test applicato a una strategia che ha l’obiettivo di generare rendimenti elevati senza tenere conto della crescita nel tempo avrebbe prodotto risultati molto diversi.

Mentre i proxy obbligazionari probabilmente soffriranno in un ambiente di tassi in aumento, il nostro approccio focalizzato sulla crescita degli asset a lungo termine è studiato per beneficiare dell’inflazione.

Un’asset class che beneficia di trend strutturali

L’inflazione non è comunque l’unico driver di crescita per le infrastrutture quotate che beneficiano di tendenze strutturali di lungo termine, come l’energia rinnovabile, la connettività digitale e la demografia – trasformazioni sostanziali destinate a durare per molti decenni a venire.

La predisposizione alla crescita strutturale è più evidente nella categoria delle infrastrutture cosiddette “in evoluzione” che comprende le comunicazioni e le infrastrutture transazionali. L’infrastruttura digitale si è rivelata particolarmente cruciale durante i lockdown consentendo a milioni di persone in tutto il mondo di lavorare da remoto e intrattenersi presso le proprie abitazioni.

Ci sono però altri trend di lungo termine in gioco come ad esempio la proliferazione dei big data. L’infrastruttura transazionale continua a beneficiare della crescita strutturale delle reti di pagamento: non solo la transizione verso i pagamenti digitali e con carta ha ricevuto una spinta durante i lockdown, ma potrebbe addirittura accelerare grazie al rapido cambiamento nel comportamento dei consumatori.

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here

Questo sito utilizza i cookies.

Per offrirti il miglior servizio possibile questo sito utilizza cookies. Continuando la navigazione nel sito acconsenti al loro impiego in conformità alla nostra Cookie Policy.