Intesa Sanpaolo PB, l’utile nel trimestre vola a 74,5 milioni

Il consiglio di amministrazione di Intesa Sanpaolo Private Banking, presieduto da Giampio Bracchi, ha approvato il resoconto intermedio al 31 marzo 2015. Nel dettaglio, dall’inizio dell’anno le masse amministrate della clientela hanno registrato un incremento di 6,2 miliardi di euro (+7,4%), raggiungendo quota 89,7 miliardi di euro. In crescita significativa soprattutto grazie al risparmio gestito e alle polizze (+5,4 miliardi di euro) e, come spiega una nota della società guidata dall’amministratore delegato Paolo Molesini, “per effetto dell’efficace azione commerciale della rete e delle elevate performance garantite alla clientela”.
E’ in crescita, inoltre, la diffusione dei servizi di consulenza finanziaria evoluta, sia quello rivolto ai clienti di fascia alta (private advisory), sia quello destinato ai clienti di fascia media (advisory). Sono oltre 2.200 i clienti che hanno infatti aderito al servizio, con masse che hanno raggiunto i 5,5 miliardi di euro al 31 marzo 2015.

Significativo anche l’incremento registrato dalle commissioni nette (+26,4%), “per effetto soprattutto della crescita delle commissioni rivenienti da risparmio gestito (gestioni patrimoniali, fondi e sicav) e prodotti assicurativi”. Con un risultato dell’attività di negoziazione in significativo aumento (da 0,3 a 9,9 milioni), i proventi operativi netti raggiungono quota 161,8 milioni di euro (+25,4%).

In salita anche gli oneri operativi (+13,9%) a causa, specifica la nota, “delle spese del personale che aumentano del 20,8%, per effetto prevalentemente dell’incremento della componente variabile della remunerazione a supporto del sistema incentivante. In lieve incremento l’organico medio”. Sono in flessione, invece, le spese amministrative (-0,5%). Per l’effetto congiunto di queste dinamiche, il risultato della gestione operativa allo scorso marzo è pari a 112,8 milioni di euro, in aumento del 31,1% rispetto al corrispondente periodo del 2014.

Con accantonamenti netti e rettifiche nette su crediti di importo contenuto, il risultato corrente al lordo delle imposte si attesta sui 113,2 milioni di euro (+32,7%) e il risultato netto a quota 74,5 milioni di euro (+37,4%). I coefficienti patrimoniali di Intesa Sanpaolo Private Banking, calcolati in base alle nuove regole di Basilea 3, si confermano al di sopra dei livelli minimi previsti dalla normativa. CET 1 Ratio e Total Capital Ratio raggiungono infatti rispettivamente il 20,3% e il 20,8%.

Grazie a questi dati, Intesa Sanpaolo Private Banking consolida la sua quota di mercato nel segmento private in Italia, pari a oltre il 17%, (famiglie italiane con almeno 500 mila euro di asset finanziari), mentre la percentuale è superiore al 20% se viene considerata la sola clientela con patrimonio superiore al milione di euro.

E’ in calo, invece, il numero di sportelli (da 136 a 133), per effetto del processo di razionalizzazione della rete in corso, mentre è in crescita il numero degli addetti, pari a 1.363 unità al 31 marzo 2015 (+27 unità da inizio anno).

A commento dei dati trimestrali, l’amministratore delegato Paolo Molesini ha dichiarato: “La modalità di lavoro integrata tra sede e rete e la capacità di aggregare competenze diverse, al fine di fornire soluzioni eccellenti ed innovative per il cliente, sono una ricetta che si è dimostrata vincente anche nel corso dei primi mesi del 2015, come confermano gli eccellenti risultati commerciali e di crescita delle masse patrimoniali gestite. E’ proseguita l’attività di diversificazione dei portafogli e di progressivo aumento dell’incidenza del risparmio gestito e dei servizi di consulenza, a beneficio prima di tutto dei nostri clienti, nell’attuale contesto di mercato caratterizzato da elevata volatilità e tassi monetari nulli se non negativi”.