Investec: “Prudenti verso settori economia sensibili ad aumento tassi”

Justin Simler, investment director dell’Investec Global Multi Asset Income Fund, risponde alle domande di Fondi&Sicav sulla Borsa americana

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Dopo nove anni di crescita ininterrotta delle quotazioni a Wall Street, un numero crescente di esperti si è recentemente espresso a favore di una riduzione dell’esposizione della componente azionaria Usa all’interno dei portafogli d’investimento. Qual è il vostro parere?

Le valutazioni sono peggiorate ma i fondamentali delle società sono molto forti e il contesto generale è favorevole. Gli indicatori del comportamento dei prezzi sul mercato sono positivi e non danno segnali di un possibile cambiamento del trend: perciò crediamo che le valutazioni possano diventare più costose in questa fase del ciclo. I margini sono ai loro livelli più alti, ma la globalizzazione e l’automazione sono stati fattori significativi che hanno promosso questa crescita, così come lo sono stati fattori ciclici, come le spese a bassi interessi. Crediamo che compagnie asset-light e con flusso di cassa alto e debito basso dovrebbero mantenere la loro capacità di stabilire i prezzi. Siamo prudenti verso quei settori dell’economia che sono vulnerabili alla salita dei tassi e a una domanda più debole dei consumatori.

Quali sono – a vostro giudizio – i settori della Borsa Usa più sensibili – in positivo e in negativo- alle riforme che Trump potrebbe realizzare nei prossimi anni?

E’ difficile dare valutazioni certe su questi impatti, poiché è molto poco chiaro quali e quante di queste riforme Trump riuscirà a far passare, o che forma definitiva prenderanno questi cambiamenti.
La deregolamentazione – come la revoca del Dodd-Frank Act – favorirebbe i titoli finanziari. Aliquote più basse sul settore corporate dovrebbero avvantaggiare le azioni domestiche, in particolare quelle nei settori industriali e finanziari, e alcune small cap che si basano maggiormente sull’economia domestica.
Comunque, è probabile che per controbilanciare questa reazione la Federal Reserve dovrà alzare i tassi e ciò metterà pressione sui titoli legati ai consumi e sul mercato immobiliare.
Al momento sembra che il cambiamento riguardante la deducibilità degli interessi sarà relativamente modesto. Le imprese con capex maggiore, come quelle energetiche, industriali e dei materiali beneficerebbero dell’immediata dismissione del capex che è stata proposta.
Il rientro a una tassazione più bassa dei guadagni ottenuti all’estero favorirà le compagnie con grandi quantità di contante offshore, ossia principalmente compagnie tecnologiche e dell’healthcare.
L’incremento della spesa nelle infrastrutture porterà vantaggi ai titoli del settore edilizio e dei trasporti.

Stefania Basso
Laureata all'Università Statale di Milano, dal 2006 collaboro con Fondi&Sicav. Lunga esperienza nel settore del risparmio gestito come marketing manager presso Franklin Templeton Investments e J.P. Morgan Fleming Am a Milano e a Lussemburgo. Breve esperienza presso Lob Media Relations come ufficio stampa per alcune realtà finanziarie estere. In tutto il mio percorso professionale ho lavorato a stretto contatto con persone provenienti da diverse parti del mondo, che mi hanno permesso di avere un approccio dinamico e stimolante e di apprendere attraverso il confronto con realtà differenti.
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