Investire nel mercato tedesco

Prosegue l’inchiesta di Fondi&Sicav sulle prospettive dell’azionario Europa con le risposte di Simone Da Dalt, responsabile mercati e strumenti – advisory center Euromobiliare AM SGR (Gruppo Credem)

 

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Ritenete possibile un passaggio del testimone dalle Borse Usa a quelle europee nel corso del 2017 o resta sempre valido il detto ‘quando Wall Street ha la bronchite, i listini europei hanno già la polmonite’?

E’ sempre molto complesso fare stime precise su un intero anno. La variabilità dei rendimenti azionari e le sue dinamiche sottostanti (geografie, settori, capitalizzazioni) sono sempre più incisivi e nel 2016 abbiamo infatti assistito a diversi cambi di rotta / rotazioni settoriali e di stile che ne hanno caratterizzato le performance. Possiamo però dire che in generale, quando Wall Street si trova in un trend negativo, le borse europee, mediamente, tendono a fare peggio (questo dipende da svariate motivazioni legate alla crescita e al livello di integrazione economica e politica dell’area Euro). Inoltre l’Europa si troverà ad affrontare, nel 2017, un intenso calendario politico (elezioni in Olanda, Francia, Germania, questione Brexit), che ne potrebbe condizionare l’andamento. D’altra parte le valutazioni rimangono interessanti e crediamo che gli utili della zona euro cresceranno nel corso del primo semestre dell’anno grazie soprattutto al rafforzamento del dollaro degli ultimi 6/8 mesi. La nostra impostazione rimane quindi positiva sull’azionario europeo, mantenendo, al contempo, un buon livello di diversificazione sui principali mercati internazionali sviluppati (Usa, Giappone, Uk).

Quali sono i paesi europei e i settori che – a vostro giudizio – presentano le migliori opportunità di performance nell’anno appena iniziato? Quali sono i motivi a supporto delle vostre preferenze?

Siamo dell’avviso che il ciclo economico, specialmente in Cina e Stati Uniti, potrebbe avere qualche battuta d’arresto nel primo semestre dell’anno. Questo aspetto dovrebbe favorire, almeno nella prima parte dell’anno, un’ esposizione verso settori più difensivi come, ad esempio, il farmaceutico e l’alimentare a scapito di quelli più ciclici come, ad esempio, il comparto tecnologico e quello industriale. Fra le aree geografiche in questo momento non abbiamo una preferenza tattica. Dovendo sbilanciarci probabilmente il mercato tedesco ci appare ancora l’area su cui investire, sia per gli effetti positivi sull’export del dollaro forte, sia per la sua solidità economica, che, durante le fasi di decelerazione economica, tende a essere premiata dai mercati. In prospettiva, crediamo che l’Inghilterra potrebbe registrare performance relative superiori in Europa nei prossimi 6/9 mesi, sia per l’effetto valutario (la sterlina è probabilmente in prossimità di un minimo di medio periodo) sia per l’elevato dividend yield.

Stefania Basso
Laureata all'Università Statale di Milano, dal 2006 collaboro con Fondi&Sicav. Lunga esperienza nel settore del risparmio gestito come marketing manager presso Franklin Templeton Investments e J.P. Morgan Fleming Am a Milano e a Lussemburgo. Breve esperienza presso Lob Media Relations come ufficio stampa per alcune realtà finanziarie estere. In tutto il mio percorso professionale ho lavorato a stretto contatto con persone provenienti da diverse parti del mondo, che mi hanno permesso di avere un approccio dinamico e stimolante e di apprendere attraverso il confronto con realtà differenti.
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