Intervista a Matteo Solfanelli, CEO di Investlinx
L’impennata dell’inflazione e la conseguente reazione in materia di tassi d’interesse da parte delle banche centrali hanno penalizzato i corporate bond nel 2022. Cosa vi aspettate per l’anno in corso?

Investlinx ha un approccio conservativo sul rischio di credito per il 2023 e si posiziona su obbligazioni sovranazionali (per esempio le emissioni della European Investment Bank o dello European Stability Mechanism ESM) ed obbligazioni corporate ad elevata qualità di credito.
Non reputiamo attraenti le obbligazioni corporate con bassa qualità di credito, i cui spread sono a livelli inferiori rispetto alla media storica, anche considerando l’outlook incerto a livello macroeconomico.
La volatilità molto elevata sui tassi di interesse a causa delle incerte dinamiche inflattive ha inoltre portato in passato a un aumento degli spread dei corporate bond, penalizzandone il rendimento.
Quali tipologie di corporate bond state privilegiando in questa fase di mercato in termini di affidabilità creditizia, duration, settori, aziende?
Il portafoglio obbligazionario di Investlinx ha pertanto una elevata qualità creditizia (rating medio: A+) per ridurre il rischio di credito in caso di recessione e bassa duration (media di 1.6 anni) per proteggere il capitale dei nostri investitori in caso di aumento dei tassi di interesse a lungo, qualora l’inflazione si mostrasse più duratura del previsto.
Considerando che le curve dei tassi di interesse governativi sono invertite, i corporate bond a breve scadenza danno un rendimento comparabile a quelli a lunga scadenza ma con una minore esposizione al rischio di eventuali movimenti dei tassi d’interesse.
In termini di settori ed emittenti, preferiamo titoli finanziari (quali Euronext e London Stock Exchange), titoli del settore Healthcare (Danaher e Medtronic) e titoli industriali nel settore della difesa (Airbus e Thales).

