Italia, fiducia prende fiato

A cura di Stefania Basso

Diminuisce la fiducia di consumatori e imprese ma migliora indice di fiducia del settore manifatturiero. Il commento sui dati ISTAT di Barclays

Gli ultimi dati di fiducia dell’ISTAT indicano che la fiducia del settore privato rimane positiva, nonostante qualche lieve calo registrato dagli indicatori principali economici e di consumo. Gli indicatori hanno subito una lieve correzione dai massimi storici raggiunti alla fine di una serie di andamenti positivi consecutivi mensili (quattro per il settore economico e tre per la fiducia dei consumatori) e le loro rispettive ripartizioni indicano che il calo di aprile è stato una pausa più che un segnale di avvertimento di un possibile cambiamento di tendenza.

Tra le aziende la fiducia nel settore manifatturiero ha toccato il livello massimo da maggio 2011 (+104,4 punti) mentre il settore commerciale al dettaglio ha registrato il dato più alto da dicembre 2010. Il settore delle costruzioni ha perso parte dei guadagni (-2,7 punti) realizzati a marzo (+7,5 punti), in linea con il settore dei servizi, che ha corretto di 3,7 punti, dopo un aumento di 7,5 punti precedenti. Nello specifico l’outlook degli ordinativi del settore manifatturiero continua a migliorare, trascinato dalla domanda estera. L’indicatore della fiducia dei consumatori rivela che i componenti “forward looking” rimangono solidi in generale (aspettative sulla disoccupazione, la situazione finanziaria delle famiglie e la situazione economica generale).

L’outlook positivo della fiducia delle imprese e dei consumatori è strettamente legato alla prosecuzione dell’attuale agenda di riforme seguita sinora dal Governo. Se l’instabilità politica dovesse tornare, lo scenario positivo cambierebbe in modo significativo. Gli analisti di Barclays non prevedono il ritorno a una crisi politica. Verrà approvata la riforma della legge elettorale, che consentirà di eliminare i rischi dell’instabilità politica post-elezioni simili a quelli emersi dopo le elezioni generali del 2013.

Fiducia dei consumatori in dettaglio: l’indice headline è sceso a 108,2 punti (di 2,5 punti) per la prima volta dall’inizio dell’anno. Tutti i sotto-componenti hanno cambiato tendenza, in particolare le aspettative sulle condizioni economiche generali (in calo a 134,4 punti da 144,1 punti) e la situazione futura (a 118,6 punti da 123,6 punti), anche se sono rimasti su livelli molto elevati nel complesso. Le aspettative sulla disoccupazione sono aumentate a +23 punti da un minimo storico pari a -1 punto di marzo.

Fiducia delle imprese in dettaglio: l’indice headline è sceso a 102,1 punti dopo un rimbalzo di 5,5 punti a 103,0 punti di marzo. L’indebolimento nel settore servizi (-3,7 punti) e costruzioni (-2,7 punti) ha pesato sulla fiducia. L’indice del settore dei servizi è sceso a causa dell’indebolimento della previsione degli ordinativi (stima -2 punti) e dell’occupazione (stima: -2 punti). L’outlook negativo sulle costruzioni può essere attribuito al dato basso degli ordinativi.

Stefania Basso
Stefania Basso
Laureata all'Università Statale di Milano, dal 2006 collaboro con Fondi&Sicav. Lunga esperienza nel settore del risparmio gestito come marketing manager presso Franklin Templeton Investments e J.P. Morgan Fleming Am a Milano e a Lussemburgo. Breve esperienza presso Lob Media Relations come ufficio stampa per alcune realtà finanziarie estere. In tutto il mio percorso professionale ho lavorato a stretto contatto con persone provenienti da diverse parti del mondo, che mi hanno permesso di avere un approccio dinamico e stimolante e di apprendere attraverso il confronto con realtà differenti.