Italia, troppo ottimismo sulla crescita

A cura di Stefania Basso

Difficile riuscire ad evitare un aumento delle tasse nel 2016. Fabio Balboni, European Economist HSBC Bank

-Le ultime previsioni di crescita del Governo italiano sono realistiche per il 2015 ma sembrano troppo elevate per gli anni che seguono.
-La stagnazione del mercato del lavoro, gli investimenti deboli, la bassa produttività e la scarsa demografia stanno limitando il potenziale di crescita dell’Italia.
-L’incapacità di tagliare le spese potrebbe obbligare il Governo ad aumentare le tasse indirette nel 2016.

Il Governo italiano ha corretto al rialzo le previsioni di crescita. La correzione al rialzo per il 2015 è stata minima (dallo 0,6% di ottobre allo 0,7% attuale), in linea con le stime del consenso (0,6%) e le stime degli analisti di HSBC (0,5%) e appare realistica sulla base del rallentamento degli ultimi dati.

Il Governo prevede una crescita dell’1,4% nel 2016, 1,5% nel 2017 e 1,4% nel 2018. Le recenti riforme strutturali – già implementate ma anche in programma – impatteranno positivamente sull’economia. L’Italia, tuttavia, non ha mai realizzato una crescita superiore all’1,2% per tre anni consecutivi da quanto è entrata nell’area euro.

Le stime di HSBC rivelano che il divario tra il prodotto effettivo e potenziale si aggirerà intorno a solo l’1% del pil, lasciando un margine molto basso alla ripresa ciclica. L’elevata disoccupazione di lungo termine e l’inadeguatezza delle qualifiche – la penuria di lavoratori qualificati a causa delle carenze del sistema di istruzione e della riqualificazione durante i periodi di disoccupazione – indicano che la disoccupazione strutturale potrebbe essere pari al 10%.

Gli investimenti potrebbero rimanere deboli, anche per la riduzione dell’investimento pubblico da parte del Governo, erodendo il potenziale di produzione.

HSBC stima una crescita dello 0,8% nel 2016 e una crescita potenziale del pil compresa tra lo 0,5-0,7% nel medio termine, tenendo conto delle riforme strutturali. Il rischio al ribasso delle previsioni del pil nominale del Governo è ancora più elevato a causa delle ampie pressioni deflazionistiche e della potenziale moderazione dei salari.

La legge finanziaria 2015 prevede una serie di aumenti dell’IVA in modo automatico e delle accise sui carburanti dal 2016 se l’Italia non riuscirà a raggiungere il pareggio strutturale di bilancio. Qualche giorno fa il primo ministro italiano, Matteo Renzi, ha detto che l’Italia potrà evitare l’aumento delle imposte anche grazie a un’ulteriore riduzione della spesa per 10 miliardi di euro (0,6% del pil) nel 2015.

Ma se la crescita rimane bassa e le riduzioni non verranno implementate, l’Italia difficilmente riuscirà ad evitare l’aumento delle imposte.

Stefania Basso
Stefania Basso
Laureata all'Università Statale di Milano, dal 2006 collaboro con Fondi&Sicav. Lunga esperienza nel settore del risparmio gestito come marketing manager presso Franklin Templeton Investments e J.P. Morgan Fleming Am a Milano e a Lussemburgo. Breve esperienza presso Lob Media Relations come ufficio stampa per alcune realtà finanziarie estere. In tutto il mio percorso professionale ho lavorato a stretto contatto con persone provenienti da diverse parti del mondo, che mi hanno permesso di avere un approccio dinamico e stimolante e di apprendere attraverso il confronto con realtà differenti.