JK Capital Management: “In Cina bene turismo, e-commerce e social network”

Fabrice Jacob, Ceo di JK Capital Management, Società del gruppo La Française, chiude l’inchiesta di Fondi&Sicav sull’azionario Cina

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A più di un anno dalla svalutazione della divisa locale che fece tremare le Borse di ogni parte del pianeta, qual è la situazione economico-finanziaria della Cina e come si è comportato il mercato azionario cinese dall’arrivo di Trump alla presidenza Usa?

La riforma sul lato dell’offerta, che ha avuto inizio quando la Cina ha ridotto la capacità di acciaio e carbone, ha impattato positivamente sulle aziende di proprietà dello Stato, che hanno tratto beneficio dall’aumento dei prezzi delle materie prime, migliorando a loro volta la situazione dei prestiti in sofferenza del settore bancario. Grazie anche alla chiusura del conto capitale, attraverso l’implementazione di severe misure di controllo del tasso di cambio, lo yuan cinese si è stabilizzato. La Banca centrale ha iniziato a inasprire la politica monetaria per arginare la situazione del debito del Paese, il più elevato tra i mercati emergenti, pari al 250% del Pil. E’ in corso il deleveraging, in particolare a livello societario e più nello specifico a livello di imprese di proprietà dello Stato, dove il problema si è fatto più serio. I risultati delle aziende e a livello macro hanno superato le stime regolarmente dal quarto trimestre del 2016, generando un forte rally delle azioni cinesi quotate a Hong Kong e negli Usa da inizio anno. Lo scenario peggiore, basato sui discorsi retorici di Trump durante la sua campagna, ha preoccupato molti analisti, timorosi di una possibile guerra commerciale aperta tra Usa e Cina. E’ stato chiaro, dopo il primo incontro dei due presidenti in Florida a inizio anno, che questo scenario non si sarebbe verificato, soprattutto perché Trump sembra aver compreso che per una soluzione pacifica con la Corea del Nord ha bisogno dell’appoggio della Cina.

In futuro l’economia cinese potrebbe rallentare a causa della costante stretta della politica monetaria. Anche se prevediamo una correzione delle azioni cinesi nelle prossime settimane, la forza contraria che potrebbe smentire il nostro scenario è l’andamento del dollaro Usa. Se il dollaro dovesse continuare a rallentare, la liquidità continuerebbe a fuoriuscire dai mercati sviluppati per riversarsi nei mercati emergenti, mantenendo vivo il momentum degli ultimi cinque mesi.

Com’è posizionato il vostro portafoglio e quali sono le ragioni a supporto delle vostre scelte di asset allocation?

La nostra strategia è indipendente dall’indice con un portafoglio concentrato di titoli ad alta convinzione che rispecchiano i motori guida di crescita del Paese. I temi nei quali intravediamo maggior potenziale nell’economia cinese sono l’istruzione privata, il turismo, l’e-commerce, il social network, la sanità, le assicurazioni vita, gli smartphone prodotti localmente e la sorveglianza di sicurezza.

 

Stefania Basso
Laureata all'Università Statale di Milano, dal 2006 collaboro con Fondi&Sicav. Lunga esperienza nel settore del risparmio gestito come marketing manager presso Franklin Templeton Investments e J.P. Morgan Fleming Am a Milano e a Lussemburgo. Breve esperienza presso Lob Media Relations come ufficio stampa per alcune realtà finanziarie estere. In tutto il mio percorso professionale ho lavorato a stretto contatto con persone provenienti da diverse parti del mondo, che mi hanno permesso di avere un approccio dinamico e stimolante e di apprendere attraverso il confronto con realtà differenti.
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