Jupiter: “Cina mercato interessante per investitori stock-picker”

Prosegue l’inchiesta di Fondi&Sicav sull’azionario Cina. Risponde Ross Teverson, head of Strategy Emerging Markets di Jupiter Asset Management

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A più di un anno dalla svalutazione della divisa locale che fece tremare le Borse di ogni parte del pianeta, qual è la situazione economico-finanziaria della Cina e come si è comportato il mercato azionario cinese dall’arrivo di Trump alla presidenza Usa?

All’inizio del 2016, in molti evidenziavano prospettive negative per la Cina e il suo mercato azionario. In quella fase, il Paese stava soffrendo per lo scoppio della bolla del mercato cinese A-share, per la valuta in calo e per la massiccia fuga di capitali. Da quel momento, molti investitori sono rimasti sorpresi dalla resilienza dell’economia cinese e dei suoi mercati azionari. Il Pil della Cina è cresciuto a un interessante tasso annuo del 6,9% nel primo trimestre di quest’anno e gli indici MSCI China e CSI 300 sono aumentati del 29% e del 6% rispettivamente negli ultimi 12 mesi. Inoltre, il mercato si è scrollato di dosso le paure del protezionismo di Trump, una risposta corretta dal nostro punto di vista, alla luce del fatto che le azioni di Trump sul commercio si sono rivelate meno dirompenti rispetto a quanto era stato annunciato.

Secondo il nostro punto di vista, la Cina rimane un mercato interessante che offre un numero elevato di opportunità di crescita strutturale forti per gli investitori stock-picker. Tuttavia, nutriamo delle preoccupazioni sul livello di debito in Cina. Il debito societario ha continuato a crescere rapidamente negli ultimi anni e appare oggi ovvio che in futuro porterà problemi di qualità alle banche. Siccome il nostro approccio è senza vincoli, ovvero totalmente agnostico rispetto al benchmark, siamo in grado di avere un’esposizione pari a zero sui titoli bancari cinesi e detenere posizioni solo su quelle società cinesi su cui la nostra view è estremamente positiva.

Com’è posizionato il vostro portafoglio e quali sono le ragioni a supporto delle vostre scelte di asset allocation?

Le nostre decisioni di asset allocation sono guidate in primo luogo dal nostro studio di tipo bottom-up sui fondamentali delle società. Il fondo è il risultato delle nostre idee d’investimento più forti selezionate sui mercati emergenti e di frontiera. Teniamo in considerazione solamente l’allocazione per Paese e per settore nella misura in cui tendiamo ad avere un portafoglio diversificato in termini di aree geografiche e fattori macro e di rischio.

Nell’ambito dei mercati emergenti, abbiamo un’esposizione maggiore alle società mid e small cap, molte delle quali hanno bilanci molto soldi che sono, dal nostro punto di vista, superiori alle prospettive di crescita. Crediamo, inoltre, che il fondo benefici dell’esposizione ai mercati di frontiera, che tendono a mostrare dei trend demografici migliori e che sono spesso debolmente correlati ai più grandi mercati emergenti. Inoltre, i mercati di frontiera offrono un numero maggiore di opportunità interessanti, meno popolari e nascoste.

Stefania Basso
Laureata all'Università Statale di Milano, dal 2006 collaboro con Fondi&Sicav. Lunga esperienza nel settore del risparmio gestito come marketing manager presso Franklin Templeton Investments e J.P. Morgan Fleming Am a Milano e a Lussemburgo. Breve esperienza presso Lob Media Relations come ufficio stampa per alcune realtà finanziarie estere. In tutto il mio percorso professionale ho lavorato a stretto contatto con persone provenienti da diverse parti del mondo, che mi hanno permesso di avere un approccio dinamico e stimolante e di apprendere attraverso il confronto con realtà differenti.
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