Jupiter AM: “Siamo positivi sul settore delle telecomunicazioni”

Mike Buhl-Nielsen, gestore del fondo Jupiter Europa Sicav, risponde alle domande di Fondi&Sicav sulle prospettive dell’azionario Europa

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Ritenete possibile un passaggio del testimone dalle Borse Usa a quelle europee nel corso del 2017 o resta sempre valido il detto ‘quando Wall Street ha la bronchite, i listini europei hanno già la polmonite’?

I fattori che hanno sostenuto il mercato azionario Usa sono stati la ripresa economica e il fatto che, potenzialmente, gli Stati Uniti sono vicini alla fine del prolungato periodo di tassi ai minimi storici. Questi fattori, uniti alle anticipazioni fatte da Trump rispetto a misure di stimolo fiscale, hanno sostenuto l’azionario statunitense. È possibile anticipare sviluppi simili per l’economia europea e tali fattori potrebbero essere probabilmente decisivi per fornire un po’ di sostegno anche ai mercati azionari europei.
D’altro canto, i mercati europei hanno di fronte una serie di eventi politici che potrebbero pesare negativamente nel corso del 2017. Innanzitutto, c’è la questione di come sarà la Brexit e, successivamente, una serie di tornate elettorali in Olanda, Francia e Germania. Ognuno di questi eventi politici ha in sé il potenziale di indebolire ulteriormente il progetto europeo, cosa che, a prescindere dall’opinione politica di ciascuno di noi, porterà un aumento dell’incertezza e dell’instabilità nel breve termine, scenario questo raramente positivo per i mercati.
Il fattore che potrebbe fare da ago della bilancia per i mercati europei sarebbe assistere – finalmente – a un ritorno della crescita degli utili societari. Negli ultimi cinque anni, gli analisti hanno regolarmente previsto una crescita sostenuta degli utili all’inizio di ciascun anno nuovo, e regolarmente tale previsione è stata smentita dai fatti. Se un aumento degli utili dovesse verificarsi proprio quest’anno, mentre la politica della Bce rimane accomodante, c’è sicuramente potenziale di rialzo per i mercati azionari europei. Detto ciò, la volatilità sembra estremamente contenuta, e ciò fornisce l’opportunità per costruire delle posizioni difensive che potrebbero fare da cuscinetto proteggendo da eventuali ribassi.

Quali sono i paesi europei  e i settori che – a vostro giudizio- presentano le migliori opportunità di performance nell’anno appena iniziato? Quali sono i motivi a supporto delle vostre preferenze?

Il nostro approccio d’investimento da stock-picker – selezione dei singoli titoli – ci consente di sfruttare il pessimismo generale su una determinata area o regione per guadagnare posizioni a buoni valori d’ingresso su aziende specifiche che ci piacciono perché caratterizzate da business model originali e perché dotate di caratteristiche di investimento uniche. Ad esempio, continuiamo a essere positivi su alcune banche italiane, come Intesa Sanpaolo. Per qualche tempo, abbiamo avuto in portafoglio l’information provider Cerved perché non solo è una società unica in Italia, ma anche perché potrebbe beneficiare di una serie di fattori negativi per altre aziende di questa regione: una società che aiuta i prestatori a prendere decisioni più prudenti e aiuta a gestire efficientemente i crediti deteriorati è chiaramente un’azienda che andrà bene nei periodi di stress finanziario.

Rimaniamo anche dell’opinione che il drastico calo nelle azioni dei gruppi edili inglesi dopo la Brexit sia stata una reazione eccessiva, data la cronica mancanza di aziende di questo tipo nel paese e il sostegno del governo inglese al settore. L’esposizione all’immobiliare nel Regno Unito (ad esempio con società come Countryside) e in altri paesi europei (con titoli come la svedese Hemfosa o la tedesca Aroundtown) va in direzione opposta al trade sulla reflazione che oggi è molto in voga, ma crediamo che le nostre posizioni, in generale, abbiano proprietà immobiliari caratteristiche che li rendono resilienti a questo fenomeno.
Ci sono poi anche settori su cui in generale siamo sempre piuttosto positivi, ovvero se le società presentano fattori di crescita di lungo termine; questo, in particolare, per quei settori dove negli anni abbiano maturato un’elevata expertise, come quello delle telecomunicazioni e il settore dei produttori di cavi.

Stefania Basso
Laureata all'Università Statale di Milano, dal 2006 collaboro con Fondi&Sicav. Lunga esperienza nel settore del risparmio gestito come marketing manager presso Franklin Templeton Investments e J.P. Morgan Fleming Am a Milano e a Lussemburgo. Breve esperienza presso Lob Media Relations come ufficio stampa per alcune realtà finanziarie estere. In tutto il mio percorso professionale ho lavorato a stretto contatto con persone provenienti da diverse parti del mondo, che mi hanno permesso di avere un approccio dinamico e stimolante e di apprendere attraverso il confronto con realtà differenti.
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