Kames Capital: “Il debito bancario sarà esente dalle prossime mosse della Bce”

Euan McNeil, investment manager del Fixed Income team di Kames Capital, apre l’inchiesta sui corporate bond investment grade denominati in euro

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Quali sono le ragioni che hanno permesso agli investment grade corporate bond in euro di comportarsi meglio dei government bond dell’Eurozona negli ultimi mesi?  Perché il rischio politico ha avuto conseguenze di poco conto sulle quotazioni dei bond societari?

La performance migliore delle obbligazioni corporate europee rispetto ai bund negli ultimi mesi è dovuta a diversi fattori. Da principio, il trend reflattivo post-Trump ha sostenuto tutto quello che è legato agli asset di rischio lungo il primo trimestre 2017, confidando sul fatto che la riforma fiscale e la deregulation del settore bancario potessero dare nuova spinta agli investimenti delle aziende, migliorare la fiducia e supportare la crescita globale. Altri elementi sono stati la prova, come evidenziato anche delle recenti letture dei Pmi, della ripresa dell’economia europea e il posizionamento degli investitori che si sono trovati a fronteggiare una clientela prevalentemente avversa al rischio. Con saldi di cassa molto elevati, la resistenza minima degli spread sul credito suggeriva una contrazione, ossia un miglioramento. Guardando al rischio politico, invece, l’impatto di quest’ultimo è stato limitato, con le paure intorno al voto francese che sono state probabilmente sopravvalutate e, ora che il pericolo è lontano, si dovrebbero dissipare ulteriormente anche le nubi intorno alla solidità dell’euro.

Nell’attuale contesto di mercato, quali investment grade corporate bond sono da preferire in termini di duration, settori di appartenenza delle società emittenti o altri fattori che ritenete prioritari nella selezione dei singoli titoli?

Presupponendo una riconferma della forza dell’Eurozona, la sfida per i bond corporate europei sarà rispondere a qualsivoglia indizio di un inizio di tapering da parte della Bce. Una politica meno accomodante si farebbe sentire soprattutto sui titoli non finanziari, tra i principali target del programma di acquisto di Francoforte. Una forma di difesa è puntare sul comparto finanziario: il debito bancario non è stato parte del programma dell’Eurotower e dovrebbe quindi essere esente dalle mosse della Bce. Le valutazioni, inoltre, continuano a essere più interessanti per questo comparto. Di fatto, continueremo a lavorare per essere presenti, selettivamente, nella parte inferiore del capitale delle banche più solide dal punto di vista patrimoniale, come Ubs e Robobank, posizione che intendiamo sfruttare all’interno dell’intero portafoglio.

Stefania Basso
Laureata all'Università Statale di Milano, dal 2006 collaboro con Fondi&Sicav. Lunga esperienza nel settore del risparmio gestito come marketing manager presso Franklin Templeton Investments e J.P. Morgan Fleming Am a Milano e a Lussemburgo. Breve esperienza presso Lob Media Relations come ufficio stampa per alcune realtà finanziarie estere. In tutto il mio percorso professionale ho lavorato a stretto contatto con persone provenienti da diverse parti del mondo, che mi hanno permesso di avere un approccio dinamico e stimolante e di apprendere attraverso il confronto con realtà differenti.
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