Kames Capital: “In Giappone preferiamo i settori improntati all’export”

Prosegue l’inchiesta di Fondi&Sicav sull’azionario Giappone con l’intervento di Robin Black, Investment Manager – Equities di Kames Capital 

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Molti osservatori credono che il listino azionario nipponico sia tra quelli meglio posizionati nel breve-medio termine. E’ solo il mantenimento del Qe da parte della BoJ a suffragare quest’ipotesi o credete ci siano altri validi motivi per investire a Tokyo?

Tendenzialmente evitiamo di tenere posizioni short, ma possiamo dire di essere positivi sull’azionario giapponese nel medio e lungo termine. Il Qe sta infatti supportando il mercato e la BoJ al momento ha posto come target tassi zero per i titoli governativi decennali. Alla luce di ciò, il 2% di rendimento sul listino sembra relativamente attraente. L’attenzione verso l’equity nipponico non è solo funzione di bassi tassi di interesse, ma è anche frutto di valutazioni, fondamentali e fattori tecnici interessanti.

Abbiamo calcolato che il mercato oggi scambia ad un multiplo di 13-14 volte il prezzo/utile e crediamo che con qualche semplice aggiustamento patrimoniale questo numero possa scendere a 12. Abbiamo notato anche che il multiplo di 1,2 volte il valore di libro è incredibilmente basso rispetto alle altre piazze. La cosa aveva senso quando il ritorno sul capitale proprio era sulla bassa singola cifra, ma non ora dato che tale tasso si avvicina al 10%.

Dal punto di vista tecnico, le società giapponesi stanno progressivamente usando la loro liquidità per operazioni di buyback, alle quali si aggiungono i 6.000 miliardi di yen annuali di acquisti di Etf da parte della BoJ e lo shopping da parte del fondo pensionistico governativo. Avere tre compratori domestici di questo calibro dà una spinta al mercato.

I fondamentali, infine, trarranno nuova linfa dal recupero dell’economia globale. Molte quotate giapponesi sono attive nei settori dell’elettronica e dei macchinari, prodotti il cui consumo dovrebbe crescere in un contesto economico solido.

A vostro giudizio, quali settori del listino giapponese offrono le migliori opportunità e quanto potrebbe pesare il rischio valuta sulle chance di successo di un investimento in azioni giapponesi effettuato da un investitore europeo?

Preferiamo i settori improntati all’export che beneficiano di un’economia globale in recupero come l’automotive, gli pneumatici, le attrezzature e i condizionatori. Questi titoli hanno una performance migliore con uno yen debole, poiché i loro prodotti risultano più convenienti per i compratori esteri. Una moneta forte, al contrario, è un rischio per questo scenario, anche se in tale circostanza un investitore europeo potrebbe bilanciare con un guadagno sulla moneta.

Stefania Basso
Laureata all'Università Statale di Milano, dal 2006 collaboro con Fondi&Sicav. Lunga esperienza nel settore del risparmio gestito come marketing manager presso Franklin Templeton Investments e J.P. Morgan Fleming Am a Milano e a Lussemburgo. Breve esperienza presso Lob Media Relations come ufficio stampa per alcune realtà finanziarie estere. In tutto il mio percorso professionale ho lavorato a stretto contatto con persone provenienti da diverse parti del mondo, che mi hanno permesso di avere un approccio dinamico e stimolante e di apprendere attraverso il confronto con realtà differenti.
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