Kelony: il pericolo c’è ma non si vede

Con il caldo che avanza nelle città sempre più roventi, cresce la necessità di evadere e di andare alla ricerca di un luogo dove ricaricare le batterie. Se da un lato c’è la voglia di partire, dall’altro risulta prioritario mettersi per strada solo verso destinazioni sicure, che non espongano il viaggiatore entusiasta a rischi di qualsiasi natura, grandi o piccoli. È importante scegliere la propria destinazione analizzando i paesi non in base a pregiudizi od opinioni personali, ma affidandosi a criteri oggettivi, perché talvolta una meta può sembrare sicura, ma nascondere molte insidie e viceversa.

Ciò è possibile grazie al primo indice di rischio complessivo mai esistito, il Kelony® risk-rating, basato su uno strumento di intelligenza aumentata in grado di attuare una previsione di rischio estremamente efficace. Per prendersi una vacanza serena. E quindi sicura.

Non è tutto oro…

Chi è appassionato di viaggio lo sa: gli assoluti non esistono. Un paese non è mai sicuro al 100%, così come non si rischia la vita dietro ogni angolo di mondo. Esistono oasi felici in zone ad alto rischio, così come ci sono città d’avanguardia con quartieri inavvicinabili. Spesso, quando si parte per una vacanza, ci si lascia affascinare dalla bellezza dei luoghi o ci si affida all’immaginario collettivo, secondo il quale paesi come le Maldive, l’affascinante Thailandia e la vicina Malesia sono un paradiso privo di rischi, senza preoccuparsi di approfondire ulteriormente. In concreto, molto spesso queste opinioni personali rischiano di scontrarsi con la realtà dei fatti e di trasformare in poco tempo un viaggio di piacere in un incubo spaventoso.

Chi infatti ha sempre sognato di fare lunghe nuotate nel mare cristallino delle Maldive, forse ignora i 100 morti che ci sono stati a causa dello tsunami nel 2004 nell’arcipelago maldiviano o i cinque sub deceduti in una sola settimana del 2019 durante alcune immersioni. Inoltre, purtroppo, se volevate prenotare un viaggio per queste isole tropicali le brutte notizie non sono finite: la Repubblica delle Maldive rientra nella famigerata lista dei paesi privi di libertà religiosa, tanto che, secondo la lista redatta da Open Doors, si classificano al tredicesimo posto per livello di persecuzione dei cristiani davanti addirittura a Libia,  Arabia Saudita e Yemen. 

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