La Bce manterrà un approccio flessibile

Il commento di Franck Dixmier, Global head of Fixed Income e Cio Fixed Income Europe di AllianzGI,  in vista delle riunione della Bce di giovedì 26 ottobre

Quando la Bce cambierà direzione nel programma di acquisto di obbligazioni – una mossa che ci aspettiamo la Banca annuncerà nella prossima riunione – questo passo sarà dovuto a una molteplicità di fattori, tra cui la costante inflazione e la minore pressione sull’euro. Ma la Bce manterrà un approccio flessibile, per placare i mercati che potrebbero dimostrarsi sensibili – commenta Franck Dixmier, Global head of Fixed Income e Cio Fixed Income Europe di AllianzGI in vista delle riunione della Bce di giovedì 26 ottobre.

– Molti fattori supportano la riduzione del Qe della Bce: la crescita economica è robusta, la fiducia è alta e l’inflazione è superiore all’1%
– La Bce ha acquistato volumi di titoli di Stato superiori a quanto fatto dalla Fed, e quindi l’impatto del tapering non sarà neutrale
– La Bce è consapevole che i mercati saranno sensibili al tapering, ci aspettiamo quindi un tono rassicurante per consentire la massima flessibilità.

Alla prossima riunione di politica monetaria ci attendiamo che la Banca centrale europea annuncerà la riduzione del suo programma di acquisto di titoli a partire dal 2018. Molti fattori economici e di mercato nella zona euro supportano questo cambiamento di rotta ormai molto atteso:

• Il contesto economico e finanziario favorisce un minore intervento della banca centrale nei mercati obbligazionari;
• Il tasso di crescita è uniformemente robusto, sostenuto in misura uguale dalla spesa per consumo e dagli investimenti;
• I principali indicatori economici rimangono incoraggianti e quelli di fiducia sono ai valori massimi di tutti i tempi;
• La Bce ha compiuto la parte più importante del suo mandato combattendo efficacemente la deflazione, con un’inflazione core ancorata all’1%;
• Anche la ripresa del ciclo del credito appare sostenibile.

Sebbene i mercati si aspettino largamente una riduzione del programma di acquisto, l’impatto del tapering sarà tutt’altro che neutrale a causa dei valori molto elevati da esso coinvolti. Per comprenderli è sufficiente confrontare l’impatto del Qe attuato dalla Federal Reserve e il programma messo in atto dalla Bce. Al tasso attuale, la Bce acquista più di sette volte l’importo netto totale dei titoli di Stato emessi nella zona euro, mentre il programma della Fed non ha mai superato il livello dei Treasuries netti emessi.

La Bce è consapevole del fatto che il tapering sia un’operazione estremamente sensibile per i mercati, pertanto sottolineerà probabilmente che la riduzione del programma di acquisto di obbligazioni sarà condizionata da alcuni fattori, piuttosto che automatica. Questo tono rassicurante consentirà alla banca di mantenere la massima flessibilità nell’uscita dalla sua politica monetaria non convenzionale.

La Bce attualmente beneficia di un “allineamento delle stelle” estremamente favorevole: i tassi di crescita economica tra i Paesi sviluppati sono stati recentemente rivisti verso l’alto e la Banca centrale statunitense sta avanzando con la graduale normalizzazione dei tassi Fed. Inoltre, ci aspettiamo di registrare meno pressioni a supporto dell’euro rispetto a tutte le altre valute. Il recente apprezzamento dell’euro è stato equivalente a un rafforzamento delle condizioni finanziarie, per cui una svolta dovrebbe garantire alla Bce un ulteriore margine di manovra per iniziare questo processo largamente anticipato.

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