La BoJ rimane attendista

Il rinvio di misure concrete da parte della BoJ continua a supportare la forza dello yen. Il commento di Davide Marone, senior analyst, Fxcm Italia

Uno degli appuntamenti più di rilievo questa settimana, insieme alla Federal Reserve di ieri e all’imminente Bank of England, era il meeting della Bank of Japan.

Il passaggio più interessante dell’intervento del Governatore Kuroda, viste le immediate reazioni dello yen che hanno innescato un nuovo rally, è stato quello riferito al recente apprezzamento della divisa nipponica. Kuroda ha insistito sul costante monitoraggio del tasso di cambio, pur rigettandone la recente dinamica in quanto non conforme all’attuale stato dell’economia, oltre che sulla possibilità ancora aperta di agire sul fronte diretto di mercato. Il punto in qualche modo più significativo di oggi è stato il rifiuto di commentare sull’eventualità di riunire il Board in sessione “urgente”, passaggio che in ogni caso non ha escluso questa possibilità, mettendo in evidenza la delicatezza della situazione in atto.

L’impressione che si ricava è quella per la quale il Governatore e il suo Board cerchino di temporeggiare su quella che apparirebbe come una manovra estrema di ulteriore espansione del Quantitative e Qualitative Easing, che in termini di varietà di classi di asset (ricordiamo che l’istituto compra obbligazioni e perfino azioni societarie) ed importi (80 trilioni di yen l’espansione della base monetaria su base annuale), risulta già di portata vastissima. Riteniamo che un simile interventismo potrebbe essere posto in essere nel momento in cui lo yen mostrasse un rafforzamento ancora più rilevante, ascrivibile alla soglia psicologica di 100 sul cambio Usd/Jpy.

Ciò dimostrerebbe la strenua volontà da parte dell’istituto centrale di difendere la propria divisa e promuoverne il deprezzamento, variabile questa strategica all’ottenimento dei target di politica economica. Pertanto non riteniamo ancora questo fronte così caldo, sebbene i recenti apprezzamenti dello yen rappresentino più di un campanello di allarme in tal senso.

L’ennesimo rinvio di misure concrete ha quindi portato a ribassi copiosi sul fronte del cambio Usd/Jpy a valori che risalgono all’agosto del 2014 e al raggiungimento del target intermedio in area 104. L’obiettivo strategico permane area 100,50/75, livello sul quale riteniamo potrebbero esserci clamorose novità da parte di Tokyo con rialzi che dunque potranno essere causati dalla Boj.

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