Intervista a Charles Walsh, Lead Portfolio Manager dei fondi Mirabaud – Equities Asia ex Japan Fund e Mirabaud – Equities Global Emerging Markets

Abbiamo assistito a numerosi episodi in cui la politica è intervenuta creando scompiglio e ribassi improvvisi sulle azioni cinesi. Credete che questo possa far vacillare la fiducia degli investitori esteri, preoccupati che questi non siano episodi isolati?

Per quanto abbiano occupato le prime pagine dei giornali, gli interventi normativi del governo cinese dell’ultimo anno sono stati perlopiù esplicitati apertamente dalle autorità e sono parte di un’ampia strategia nell’ambito dell’attuale piano quinquennale.

Gran parte di tale regolamentazione consiste semplicemente nell’allineare la Cina con gli standard internazionali e in alcuni casi nell’implementare gli stessi cambiamenti che stanno intraprendendo i Paesi occidentali – seppur più lentamente, a causa delle caratteristiche della democrazia.

Charles Walsh

Nessuno potrebbe contestare le norme volte a scoraggiare pratiche monopolistiche da parte delle grandi aziende, a comportarsi più correttamente con i clienti o a far sì che aree come la ricerca e lo sviluppo oncologico soddisfino gli standard internazionali.

Gli investitori si sono preoccupati, e a ragione, per il rilevante giro di vite contro il capitale straniero, come nel caso del settore delle lezioni private post-scuola (After School Tutoring o AST) o delle misure adottate contro la società di taxi a chiamata Didi Chuxing pochi giorni dopo la quotazione negli Stati Uniti.

Ma entrambi i casi, alla luce del contesto cinese, possono essere visti come l’effetto del perseguimento di un’agenda interna piuttosto che come mosse anti-straniere o anti-capitaliste.

Il settore delle lezioni private post-scuola aveva adottato tattiche di marketing troppo aggressive, costituiva un peso finanziario eccessivo per la classe media ed era quindi visto come un disincentivo all’accrescimento delle famiglie. Didi ha affrettato la propria IPO nonostante le richieste delle autorità di ritardarla e le misure adottate nei suoi confronti fanno parte di una più ampia revisione in materia di sicurezza dei dati all’ordine del giorno della maggior parte dei principali Paesi.

Per capire cosa dovrebbe fare il capitale straniero in questo momento si può fare riferimento agli incentivi. Affinché la spinta alla “prosperità comune” della Cina abbia successo, è necessario che gli affari e l’imprenditorialità fioriscano. Perché le masse possano aspirare a far parte del ceto medio, occorre una classe media sana, così come incentivi a non fare affidamento su un welfare troppo pervasivo. Per conservare l’equità sociale incoraggiando al tempo stesso una maggiore assunzione di rischio da parte delle imprese e uno sforzo importante da parte dei lavoratori bisogna percorrere una linea sottile.

È vero che il capitalismo si è evoluto dalla sua forma più pura verso un percorso più ampio e più inclusivo, che talvolta metterà l’agenda sociale davanti ai profitti. La Cina si sta allontanando dall’esperimento neoliberista degli ultimi 40 anni verso un modello più apertamente socialista. Ma perché la prossima tappa di questa storia abbia successo, il Paese deve rimanere aperto agli affari, e quindi anche al capitale straniero.

Come investitori stranieri, per poter prendere parte a questo cambiamento dobbiamo innanzitutto riconoscerlo, così da partecipare a quella che è ancora la storia di un’enorme crescita potenziale e beneficiarne di conseguenza.

Alla luce degli ultimi accadimenti, quali sono le vostre scelte di asset allocation sul mercato azionario cinese e quali prospettive delineate nel medio termine?

Alle aziende e ai settori con un impatto negativo percepito sulla società cinese deve essere assegnato un premio di rischio più alto. Mentre quelli allineati con principi più ampi, come le energie rinnovabili, dovrebbero ricevere supporto dal punto di vista normativo come conseguenza. Le aziende più grandi saranno meno redditizie nel breve termine, poiché investono in programmi di prosperità comune e trattano lavoratori e clienti in modo più equo.

Ma con il tempo queste misure dovrebbero contribuire in modo decisivo ad aumentare le opportunità a disposizione, grazie a una migliore distribuzione della ricchezza e al fatto che soprattutto la classe media diventi protagonista in una delle principali economie del mondo.