La crescita conta

Uno dei maggiori vantaggi che i mercati emergenti hanno offerto agli investitori e’ una storia di crescita forte: negli ultimi dieci anni, la loro crescita e’ stata piu’ che doppia rispetto a quella dei mercati sviluppati. L’analisi di Mark Mobius, Franklin Templeton

La crescita del prodotto interno lordo (PIL) sembra destinata a continuare a sovraperformare quella dei mercati emergenti almeno per i prossimi cinque anni, secondo le stime del Fondo monetario internazionale. Spesso ci chiedono perché la crescita economica e la performance dei mercati azionari non siano sempre correlate in un anno determinato e, in assenza di tale correlazione, se la crescita del PIL di una nazione conti qualcosa quando si tratta di investire in azioni. Sebbene sia vero che crescita e performance dei mercati azionari a volte possano divergere, non vi è dubbio che la crescita conti, dal momento che gli utili societari dipendono dalla crescita generale dell’economia.Se si esamina nei dettagli la crescita dei mercati emergenti rispetto a quella dei mercati sviluppati, si può vedere come da molti anni i primi siano andati crescendo a un ritmo più elevato dei secondi. In generale, i forti tassi di crescita sono considerati una caratteristica fondamentale dei mercati emergenti. Negli ultimi 20 anni, vi è stato un solo anno nel quale la crescita dei mercati emergenti è stata inferiore a quella dei mercati sviluppati, il 1998.

Vantaggi demografici
Negli ultimi anni, i mercati dell’Asia emergente e i mercati di frontiera in Africa sono cresciuti a un ritmo ancora più rapido della media complessiva dei mercati emergenti e prevediamo che tale tendenza sia destinata a continuare anche quest’anno. Rapidi progressi della tecnologia hanno contribuito ad alimentare lo slancio della crescita, in quanto i mercati emergenti e di frontiera se ne possono avvalere saltando a piè pari le fasi di sviluppo, per esempio sostituendo le filiali bancarie e le sale di contrattazione con operazioni elettroniche. Pensiamo inoltre che una ragione fondamentale di questa crescita sia legata all’andamento demografico. Generalmente nelle popolazioni delle nazioni emergenti asiatiche e africane dominano le fasce di età più giovani, contrariamente a molte parti del mondo sviluppato nonché di mercati emergenti più tradizionali, quali la Cina, che stanno registrando un invecchiamento della popolazione. Per esempio, l’età media in Malesia è di 28 anni e in Kenya di 19 anni, contro i 37 anni in Cina e i 46 in Giappone e Germania. Le persone al di sotto dei 40 anni entrano di norma negli anni di vita più produttivi, creano attivamente reddito e formano nuclei familiari. Nel corso di tale processo, acquistano vari prodotti, da beni di consumo a vetture e case.

Studio di un caso: Argentina
La crescita economica su base annua potrebbe non tradursi necessariamente in performance elevate dei mercati azionari, tuttavia nel tempo il miglioramento della crescita dovrebbe rispecchiarsi negli utili societari. Tuttavia, ciò induce a chiedersi perché il mercato azionario di un paese spesso non si muova in sintonia con le tendenze di crescita. L’Argentina è un interessante caso di studio. Nonostante un innegabile malessere economico, il mercato azionario argentino è stato uno dei più brillanti del mondo nel 2014 e l’Indice Merval è salito di oltre il 30% dall’inizio del 2015.Se si analizzano i vari indicatori economici dell’Argentina, si osserva un cocktail di cattive notizie. La crescita del PIL è stata appena positiva nel 2014 e per il 2015 se ne prevede un calo, mentre l’inflazione (misurata in base ai prezzi al consumo) dovrebbe aumentare di oltre il 18% nel 2015. Il governo ha registrato un peggioramento della posizione fiscale e sta perseguendo politiche interventistiche: controlli valutari, controlli dei capitali e controlli sulle importazioni ed esportazioni. Come investitori esteri, in Argentina si trova praticamente quasi tutto ciò che non si vorrebbe! Contemporaneamente, il mercato azionario ha espresso buone performance. Secondo il nostro team nella regione, ciò è dovuto in parte al fatto che in Argentina le persone ricche che vogliono conservare i propri beni nel paese si riversano su azioni, immobili e oro, considerati tra gli investimenti più convenienti e liquidi.

Inoltre, probabilmente anche la speranza di un cambiamento in Argentina contribuisce alla performance positiva del mercato azionario. Molti investitori stanno riponendo le loro speranze in un cambiamento politico con le elezioni generali del paese, che si terranno a ottobre di quest’anno. Alcuni anni fa, le valutazioni dei titoli argentini erano basse rispetto ai titoli omologhi dell’America Latina, ma questo non è più il caso alla luce dell’andamento recente. Va ricordato che il mercato tende a muoversi in funzione delle prospettive ed è così che si creano le discrepanze con le statistiche economiche, che sono invece retrospettive. Osserveremo attentamente le elezioni alla ricerca di potenziali opportunità per incrementare la nostra esposizione locale.Quando investivo in Argentina nei primi anni Novanta, l’inflazione era nell’ordine del 1.000% ed era molto difficile formulare stime di utili per le società. Dovevo prendere le decisioni d’investimento in base a criteri diversi, basandomi per esempio sul rapporto prezzo-valore contabile invece che sul rapporto prezzo-utile. La gente diceva che ero pazzo, ma talvolta è necessario adattare i propri sistemi di valutazione quando un’economia presenta distorsioni. L’analisi del valore contabile ci ha consentito di acquistare asset societari a prezzi a nostro giudizio scontati poiché il mercato azionario era molto depresso.

All’epoca, avevo incontrato il presidente di un’importante conglomerata latinoamericana operante nel settore dei quotidiani e delle trasmissioni radiotelevisive. Questo gruppo indipendente era un coraggioso oppositore del governo argentino e il governo aveva risposto usando il pugno di ferro, arrivando a limitare la fornitura di carta per i suoi giornali. Dopo aver studiato la situazione e parlato con il management, ritenni che comunque alla fine la società sarebbe riuscita a sopravvivere e così decisi di investirvi. Questo è un caso in cui, dopo aver condotto le ricerche sul management e deciso di aver fiducia in esso, si deve adottare un’ottica di lungo termine e guardare oltre un periodo difficile.

Temi d’investimento
Naturalmente, abbiamo individuato anche alcuni mercati in cui gli eventi geopolitici o di altro genere hanno spaventato gli investitori causando crolli di breve periodo dei mercati azionari, mentre la crescita del PIL continuava a procedere in modo soddisfacente. Essendo ancora convinti che la crescita conti, la difficoltà per noi è stata come sfruttare le tendenze di crescita al momento di investire. In molti casi, ci concentriamo sul settore bancario perché generalmente i titoli di tale settore sono indicativi della salute di un’economia. L’altra area di nostro interesse è quella dei beni di consumo, ossia prodotti di massa come birra, bevande analcoliche, merendine, cibi pronti e prodotti simili. Questi sono i generi di articoli che i consumatori acquistano in misura crescente nei mercati emergenti e di frontiera quando hanno denaro in più da spendere. Un paio d’anni fa, abbiamo visitato uno stabilimento di imbottigliamento di bevande analcoliche in Nigeria e chiesto al management quale fosse il loro maggiore concorrente. Solitamente si conosce la risposta: una società rivale di bevande analcoliche. In questo caso invece la risposta fu “le ricariche dei cellulari”, che può sorprendere, ma ha senso se ci si riflette. In molti di questi mercati, i consumatori hanno poco denaro da spendere e così le società sono tra loro in competizione per un determinato price ticket. Un consumatore può trovarsi costretto a scegliere tra l’acquisto di una bevanda alcolica o di ricariche telefoniche.Abbiamo così scoperto che le società che detengono una quota di mercato elevata nel settore del consumo o della vendita al dettaglio possono beneficiare dell’aumento dei consumi e del PIL pro capite. Questi investimenti sono particolarmente interessanti se si possono migliorare i margini di utile. Vediamo che anche aree nel settore dell’edilizia, per esempio il cemento, hanno una relazione più diretta con la crescita del PIL rispetto ad altri tipi di società. Naturalmente, anche in un’economia a crescita rapida ci saranno vincitori e vinti e dobbiamo pertanto identificare le società che giudichiamo in grado di trarre profitto dalla crescita economica.