La curva dei tassi non si appiattirà più di quanto già prezzato dal mercato

Mitul Patel, head of Rates, Janus Henderson Investors, apre l’inchiesta di Fondi&Sicav sui treasury bond Usa e sull’evoluzione dei tassi di interesse americani

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I treasury bond rappresentano da sempre un porto sicuro durante le fasi di burrasca sui mercati. Nell’attuale situazione di mercato –caratterizzata da una Fed rialzista sul versante tassi  e da una forte volatilità dei cambi- quale potrebbe essere il modo più equilibrato per assumere esposizione ai titoli di Stato Usa?

Nel momento in cui scelgono la loro esposizione ai Treasury Usa, gli investitori devono tener conto di alcuni fattori: la tempistica dei rialzi dei tassi da parte della Fed, il ritmo e la possibilità che si registri un picco. Al momento, il mercato sta prezzando circa due rialzi entro la fine del 2018, con un picco atteso pari al 2,25% circa. Secondo le più recenti proiezioni della Federal Reserve ci si aspetta un incremento dei tassi al 2,125% entro il 2018 e vicini al 3% nel 2019. Se le loro proiezioni fossero corrette, i Treasury, con qualsiasi scadenza, probabilmente perderebbero terreno, dal momento che i rendimenti in aumento porterebbero a un calo dei prezzi delle obbligazioni governative. Ad ogni modo, vale la pena ricordare che la Fed ha ripetutamente disatteso le aspettative in termini di strette monetarie messe in campo; la disoccupazione ha continuato a diminuire, il dato sull’inflazione ha spesso deluso le previsioni, specialmente negli ultimi mesi. Nel corso delle ultime due settimane, le Banche centrali hanno usato toni “da falco” nonostante un’inflazione debole, cosa che ha comportato un rialzo dei rendimenti dei titoli di Stato a livello globale. Il basso livello dei rendimenti tuttavia espone le obbligazioni governative a ulteriori perdite. Gli operatori dovrebbero anche essere consapevoli dell’emergere del rischio che la politica monetaria accomodante ha comportato sia sull’azionario sia sull’obbligazionario che nei prossimi anni potrebbero generare rendimenti più contenuti.

Quali sono le vostre previsioni sull’andamento della curva dei tassi negli Usa e quali conseguenze attendersi sui tassi a breve e a lungo termine dall’azione della Fed?

Tipicamente le curve di rendimento si appiattiscono mentre i tassi di interesse aumentano, anche se questo spesso viene prezzato dai mercati ben prima di innalzamenti del tasso di interesse, rendendo più difficile trarre vantaggio dalla flessione stessa della curva dei rendimenti. A mio avviso la curva non si appiattirà più di quanto sia stato già prezzato dal mercato e mi aspetto che le curve dei rendimenti andranno a muoversi in parallelo più di quanto non abbiano fatto in passato. E’ anche possibile che le aspettative di un picco dei tassi di interesse finiscano per dipendere dalla portata della mossa di inasprimento monetario messa in atto dalla Fed da qui ai prossimi anni. Allo stesso tempo l’inversione di rotta rispetto al Qe insieme a più alti livelli di volatilità probabilmente richiederanno livelli di premio superiori per compensare il rischio legato alla duration dei titoli di Stato a più lunga scadenza. Di conseguenza, la curva dei rendimenti potrebbe non appiattirsi tanto quanto gli investitori si aspettano.

Stefania Basso
Laureata all'Università Statale di Milano, dal 2006 collaboro con Fondi&Sicav. Lunga esperienza nel settore del risparmio gestito come marketing manager presso Franklin Templeton Investments e J.P. Morgan Fleming Am a Milano e a Lussemburgo. Breve esperienza presso Lob Media Relations come ufficio stampa per alcune realtà finanziarie estere. In tutto il mio percorso professionale ho lavorato a stretto contatto con persone provenienti da diverse parti del mondo, che mi hanno permesso di avere un approccio dinamico e stimolante e di apprendere attraverso il confronto con realtà differenti.
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