La decorrelazione è la vera chiave di volta

Prosegue l’inchiesta di Fondi&Sicav sui fondi comuni flessibili. I fondi di investimento flessibili sono prodotti del risparmio gestito che hanno la possibilità di generare performance positive in particolari situazioni di mercato, soprattutto nelle fasi di ribasso. Oggi è la volta di Fabio Caiani, responsabile Nordea per l’Italia

La volatilità è una delle variabili che pesa di più sul sentiment degli investitori. In che modo i fondi flessibili – che si presentano al grande pubblico come strumenti capaci di combattere i fenomeni di volatilità estrema – possono contribuire a creare un environment adatto a supportare un orizzonte temporale di lungo termine?

La flessibilità è uno strumento importantissimo per gestire bene i picchi di volatilità dei mercati e quindi riuscire a generare rendimenti interessanti indipendentemente dal ciclo economico. Tuttavia, si tratta di una condizione necessaria, ma non sufficiente. In altre parole, la flessibilità non garantisce di per sé la capacità di gestire fenomeni di estrema volatilità. E da inizio anno sono tanti gli esempi di prodotti sul mercato che hanno «fallito» nel proteggere gli investitori.

E’ invece la decorrelazione la vera chiave di volta. Individuare ingredienti decorrelati e riuscire a combinarli in modo accurato è il segreto che permette ai fondi flessibili di investire sui mercati finanziari in modo sereno.

In Nordea, siamo partiti da questo concetto e lo abbiamo ulteriormente migliorato. Per meglio studiare e analizzare le decorrelazioni delle diverse asset class, il team Multi Asset di Nordea si focalizza sui premi al rischio di ciascuno strumento finanziario; cioè le vere fonti di rischio (e rendimento).

Nelle obbligazioni corporate, ad esempio, esistono due diversi premi al rischio. La duration, legata alla scadenza del titolo e influenzata dal movimento dei tassi, e il credito, legato al rischio di insolvenza di una società e influenzato dal movimento degli spread. Se analizzati separatamente, questi due ingredienti (duration e credito) risultano estremamente decorrelati. La duration funziona bene in fasi di sentiment negativo degli investitori (risk-off). Il credito funziona bene in fasi di sentiment positivo degli investitori (risk-on).

Mescolando in modo accurato ingredienti che si comportano in modo diverso a uno stesso contesto di mercato permette di gestire la volatilità in quanto i portafogli sono sempre attrezzati per affrontare le fasi più avverse dei mercati. In modo particolare, il Nordea 1 – Flexible Fixed Income Fund, utilizza solo strumenti obbligazionari (coperti in euro) per generare un rendimento pari al cash + 2% all’anno su un intero ciclo economico pur mantenendo la volatilità media compresa tra il 3% e il 5%.

Quali strategie di ribilanciamento del portafoglio utilizzate?

Il fondo è costruito mescolando ingredienti che da un punto di vista strategico offrono il miglior rendimento possibile dato il vincolo di rischio (volatilità ex-ante). Per cui i premi al rischio sono selezionati sulla base di rendimenti, volatilità e correlazioni attese di lungo periodo e non sono soggette a frequenti ribilanciamenti. Tuttavia, su base mensile, il budget di rischio allocato ai diversi premi al rischio viene rivalutato ed eventualmente modificato se necessario.

A livello strategico, inoltre l’utilizzo di valute riserva ha un ruolo importante per permetterci di mantenere un portafoglio veramente bilanciato. L’obiettivo é quello di trovare valute che siano negativamente correlate ai mercati obbligazionari high yield e che siano anche interessanti da un punto di vista delle valutazioni sulla base parità del potere di acquisto. La contribuzione al rischio di questa strategia valutaria è determinata dal budget di rischio con cadenza mensile, ma la selezione delle valute e i pesi di ciascun pair trade può variare su base giornaliera in quanto le correlazioni e le valutazioni delle valute coinvolte possono cambiare in modo frequente. La componente tattica invece sfrutta modelli con ribilanciamenti anche giornalieri per determinare se sia necessario ridurre il rischio duration o di credito. Sebbene questa componente abbia un peso non superiore al 40% del budget di rischio, è indispensabile per poter evitare determinati rischi di breve termine.

La gestione dinamica dei fondi flessibili implica la presenza di costi non irrisori per i sottoscrittori. Quale orizzonte temporale minimo consigliate per avere ampie chance di ottenere rendimenti soddisfacenti al netto dei costi di gestione?

I costi possono avere un impatto rilevante per il rendimento netto degli investitori per cui è importante saper distinguere tra i diversi fondi offerti sul mercato. Il Nordea 1 – Flexible Fixed Income Fund ha una politica di costo molto accessibile, in considerazione dell’obiettivo di rendimento del fondo. Le commissioni di gestione di questo fondo (in classe retail) sono dello 0,8% – tra i più bassi della categoria. Per ridurre i costi di trading il fondo utilizza anche strumenti derivati con costi molto accessibili e liquidità molto elevata.

L’orizzonte temporale del Nordea 1 – Flexible Fixed Income Fund è di un periodo compreso tra i 3 – 5 anni.
Si tratta di una soluzione che permette di gestire la liquidità in una fase di mercato in cui i prodotti tradizionali offrono rendimenti nulli o addirittura negativi.

Stefania Basso
Laureata all'Università Statale di Milano, dal 2006 collaboro con Fondi&Sicav. Lunga esperienza nel settore del risparmio gestito come marketing manager presso Franklin Templeton Investments e J.P. Morgan Fleming Am a Milano e a Lussemburgo. Breve esperienza presso Lob Media Relations come ufficio stampa per alcune realtà finanziarie estere. In tutto il mio percorso professionale ho lavorato a stretto contatto con persone provenienti da diverse parti del mondo, che mi hanno permesso di avere un approccio dinamico e stimolante e di apprendere attraverso il confronto con realtà differenti.
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