La divergenza tra Usa e resto del mondo caratterizzerà il 2022

It, healthcare e consumi ospitano società capaci di operare in modo più indipendente dal ciclo economico. David Older, responsabile azionario, Carmignac

in questa fase carmignac predilige azioni growth a titoli value

L’equity Usa continua a battere nuovi record e non sembra dare molto peso alla crescita dell’inflazione e al rallentamento della crescita del Pil registrato nel terzo trimestre. Qual è la vostra view sul futuro a medio termine di Wall Street?

Prevediamo che la crescita globale continuerà a decelerare nel 2022 per via di una serie di venti contrari. Infatti, i prezzi delle materie prime – tra cui energia, beni alimentari e metalli – sono destinati a rimanere elevati, i governi stanno eliminando le misure di sostegno economico senza precedenti introdotte per contrastare la pandemia, la Cina non punta più alla crescita ma favorisce piuttosto la decarbonizzazione della sua economia e le banche centrali di tutto il mondo stanno entrando in una fase di tapering e di politica monetaria più restrittiva.

È interessante notare che gli Stati Uniti sono il paese meno esposto a questi venti contrari. L’economia americana è relativamente chiusa, il paese è un esportatore netto di energia e l’emittente della valuta di riserva globale. Infine, i risparmi in eccesso negli Stati Uniti rappresentano un cuscinetto che consente ai consumatori di sostenere la crescita. Stiamo quindi assistendo a una divergenza tra gli Stati Uniti e il resto del mondo, fattore che dovrebbe essere uno dei principali driver per i mercati nel 2022.

Detto questo, anche se gli Stati Uniti dovessero performare meglio rispetto al resto del mondo, la crescita degli utili per azione è destinata a rallentare nel 2022, in un momento in cui le aziende dovranno affrontare diversi venti contrari relativi alla marginalità a causa delle crescenti pressioni inflazionistiche. Di conseguenza, non tutte le aziende saranno in grado di resistere in questo contesto e in futuro sarà fondamentale adottare un atteggiamento selettivo nel mercato azionario statunitense, soprattutto considerando i livelli raggiunti dalle valutazioni e l’imminente riduzione della liquidità, che è stata finora uno dei maggiori driver per i mercati finanziari.

David-Older
David Older

Quali scelte di asset allocation state adottando per costruire i vostri portafogli focalizzati sull’azionario Usa in questa fase di mercato?

Riteniamo che questo contesto consentirà alle società esposte alla crescita secolare di tornare a sovraperformare, in quanto caratterizzate da bassi livelli di indebitamento, elevata visibilità degli utili e capacità di operare in modo più indipendente dal ciclo economico. La maggior parte di queste opportunità si può identificare nel settore IT (in quanto gli investimenti in tecnologia favoriscono i miglioramenti di produttività in un contesto di crescita (più) bassa e di crescente pressione salariale), nell’healthcare (abbastanza immune sia all’inflazione sia alla traiettoria della crescita) e nel settore dei consumi (che potrebbe beneficiare del potenziale rilascio di alcuni risparmi in eccesso e dell’effetto ricchezza).

Continuiamo inoltre ad incrementare costantemente la nostra esposizione alle società attive nel settore delle energie rinnovabili che, oltre ad offrire un potenziale di crescita superiore alla media, beneficiano di venti di coda positivi grazie alle agevolazioni fiscali di cui godono negli Stati Uniti, nonostante quest’anno abbiano registrato performance leggermente più basse dato che tutta l’attenzione degli investitori era concentrata sulla reflazione.

Infine, man mano che ci avviciniamo alla fine dell’anno, gli investitori stanno valutando quella che potrebbe essere la normalizzazione della crescita delle aziende che hanno beneficiato della pandemia. Monitoreremo quindi con attenzione le metriche legate all’engagement. Società come Netflix sono già riuscite a rassicurare gli investitori sulla loro capacità di sostenere la crescita.

 

Rocki Gialanella
Laurea in Economia internazionale presso l’Università degli Studi di Napoli ‘Federico II’. Ho abbracciato il progetto FondiOnline.it nel 2001 e da allora mi sono dedicato allo sviluppo/raggiungimento del target che ci eravamo prefissati: dare vita a un’offerta informativa economico-finanziaria dal linguaggio semplice e diretto e dai contenuti liberi e indipendenti. La storia continua con FONDI&SICAV.
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