La Fed rinvia il rialzo dei tassi

L’economia Usa continua a rafforzarsi ma la Brexit induce i membri del Fomc (Fed) allo status quo

Il Fomc della Federal Reserve ha confermato i tassi ufficiali Usa nel range 0,25%-0,50%, livello che mantengono da dicembre 2015. In quest’occasione, tutti i membri del Fomc hanno votato a favore dello status quo (anche Esther L. George, che nella riunione di aprile si era pronunciato a favore di un incremento di un quarto di punto). Il Fomc ha riconosciuto che, pur in presenza di un calo del tasso di disoccupazione, i redditi da lavoro non hanno seguito lo stesso andamento.

Per altro verso, i consumi dei nuclei familiari hanno continuato a mostrare un rafforzamento. L’orientamento generale della politica monetaria continua a essere accomodante e teso al raggiungimento di due obiettivi primari: la piena occupazione e un target inflation fissato al 2%.

La riunione prevedeva anche la pubblicazione di nuove proiezioni macroeconomiche da parte della Fed. Le previsioni per la crescita domestica sono state riviste al ribasso, con il Pil Usa in crescita del 2% nel 2016 (a marzo le stime inglobavano un salto del 2,2%). Nel 2017 l’incremento dovrebbe attestarsi al 2%. Le aspettative per il tasso di disoccupazione si mantengono al 4,7% per il 2016 e al 4,6% per il 2017. Per il 2018, la proiezione passa dal 4,5% al 4,6%.

Si muovono in senso contrario le proiezioni sull’andamento dell’inflazione, che passa all’1,4% per il 2017 (+0,2% rispetto alla precedente stima). La Fed ha lasciato invariate le previsioni per il 2017 e 2018, quando l’inflazione dovrebbe crescere rispettivamente dell’1,9% e del 2%.

Yellen ha riconosciuto che il referendum sulla Brexit è stato uno degli argomenti più discussi nel corso delle riunione. Le incertezze legate al risultato del referendum nel Regno Unito hanno pesato non poco sulla decisione di non apportare cambiamenti ai tassi ufficiali. Yellen ha infatti sottolineato che la vittoria dei favorevoli all’uscita del regno Unito dall’Ue potrebbe avere conseguenze significative sui mercati finanziari.

Secondo la Fed,l’eventuale Brexit avrebbe conseguenze negative sulla crescita Usa e su quella globale. La presidente ha inoltre sottolineato che la vulnerabilità dell’economia globale è intatta. Le percezioni e l’appetito per il rischio degli investitori possono subire cambiamenti intensi in tempi stretti. E la Brexit, secondo Yellen, sarebbe in grado di minare seriamente la fiducia degli investitori.

Rocki Gialanella
Laurea in Economia internazionale presso l’Università degli Studi di Napoli ‘Federico II’. Ho abbracciato il progetto FondiOnline.it nel 2001 e da allora mi sono dedicato allo sviluppo/raggiungimento del target che ci eravamo prefissati: dare vita a un’offerta informativa economico-finanziaria dal linguaggio semplice e diretto e dai contenuti liberi e indipendenti. La storia continua con FONDI&SICAV.
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