La forza della domanda guida il rendimento di Bund e Treasury

A cura di Rocki Gialanella

Dall’inizio dell’anno il Treasury decennale guadagna il 3,3% e il Bund l’1,8%. Una delle ragioni e’ la presenza di una richiesta di bond sensibilmente superiore all’offerta

Da oltre un anno il rendimento del Treasury bond decennale continua a scendere. Attualmente il trend discendente è ancora vivo (il suo rendimento annuo è all’1,7%, ai minimi dal 2013), in una fase in cui gli operatori di mercato si aspettano uno o più ritocchi al rialzo del costo del denaro da parte della Federal Reserve. Nonostante ciò, tali aspettative non hanno fatto registrare effetti sul rendimento del decennale Usa. Dall’inizio del nuovo anno -in sole 17 sedute di mercato aperto- i guadagni conseguiti dagli investitori che hanno puntato su quest’asset raggiungono il 3,3%.

Da un lato, gli investitori considerano il reddito fisso statunitense come uno degli asset più sicuri in tempi di incertezza, accompagnato da probabilità di insolvenza ridotte al lumicino. Per altro verso, il fatto che tali titoli siano denominati in Usd -divisa in chiaro trend rialzista- li rende ancor più appetibili.

Una spiegazione alternativa -o magari aggiuntiva- al trend dei rendimenti del Treasury è offerta dalla forza della domanda mondiale di titoli di stato considerati ‘sicuri’. Il team di JP Morgan AM ha recentemente presentato le prospettive per il 2015. Stando ai dati contenuti nel documento, la domanda di bond a livello mondiale raggiungerà quest’anno i 2.600 mld di Usd, mentre l’offerta complessiva toccherà i 2.000 mld. In altre parole, la domanda di bond supererà l’offerta di 600.000 mln di Usd.

Fino a questo momento abbiamo parlato del reddito fisso Usa, ma se gettiamo uno sguardo al Vecchio Continente osserviamo come il rendimento del titolo più sicuro per eccellenza, il Bund tedesco, continui a perdere quota. Dall’inizio dell’anno, gli investitori in possesso di Bund decennali hanno guadagnato l’1,8%.

Negli ultimi giorni, l’annuncio di un QE europeo da parte della Banca centrale Europea ha contribuito a prolungare la caduta del rendimento del Bund. Un altro fattore che supporta il movimento del Bund è l’assenza di segnali riguardanti potenziali rialzi dei tassi d’interesse in Europa.

La situazione degli ultimi giorni non deve trarre in inganno gli investitori, che faranno bene a non abbassare la guardia in un periodo di totale incertezza. Il reddito fisso si è comportato bene nel 2014 ed ora gli ulteriori margini di crescita sono davvero ridotti al lumicino. La corsa agli acquisti di titoli core -che in alcuni casi offrono rendimenti negativi- da parte di alcuni investitori istituzionali sembra il frutto di una scelta obbligata piuttosto che di considerazioni strategiche.

Dopo l’ennesimo rialzo dei titoli di stato (sicuri e meno affidabili), gli esperti vedono, in un contesto caratterizzato da elevata volatilità e bassi rendimenti, alcune opportunità nei corporate bond emessi da società dai fondamentali solidi e con basso rischio di insolvenza.

Rocki Gialanella
Rocki Gialanella
Laurea in Economia internazionale presso l’Università degli Studi di Napoli ‘Federico II’. Ho abbracciato il progetto FondiOnline.it nel 2001 e da allora mi sono dedicato allo sviluppo/raggiungimento del target che ci eravamo prefissati: dare vita a un’offerta informativa economico-finanziaria dal linguaggio semplice e diretto e dai contenuti liberi e indipendenti. La storia continua con FONDI&SICAV.