La globalizzazione è vicina al capolinea?

Secondo David Polak, gestore del fondo New Perspective di Capital Group, l’aumento dei flussi di dati e informazioni sta sostituendo il commercio mondiale di beni fisici

Il mondo è ancora pronto a fare affari? Molti pensano di no, evidenziando l’aumento della retorica protezionista e il rallentamento del commercio mondiale. Sostengono che la globalizzazione potrebbe essere vicina al capolinea, sottolineando il calo dei flussi commerciali registrati. A nostro avviso, invece, l’aumento dei flussi di dati e informazioni sta sostituendo il commercio mondiale di beni fisici. Risultano sempre più dominanti i flussi incentrati sulle conoscenze, anziché quelli ad alta intensità di capitali o di manodopera. Si tratta del nuovo volto della globalizzazione. Di conseguenza, internet in quanto meccanismo di distribuzione e la crescita del potere di elaborazione rappresentano due importanti temi d’investimento. In passato, gli alti costi di distribuzione impedivano alle società di coprire il mercato a livello globale, limitando la concorrenza. Oggi, invece, internet offre alle imprese un mezzo per raggiungere direttamente i mercati.

Tra le principali partecipazioni di New Perspective figurano il colosso dell’ecommerce Amazon.com e l’agenzia viaggi online Priceline. Abbiamo inoltre investito nel fornitore cinese di servizi internet in rapida crescita Tencent attraverso la conglomerata dei media sudafricana Naspers. Anche i progressi della tecnologia mobile e del cloud computing hanno dato origine a una domanda significativa di memoria, di potere di elaborazione e di componenti correlati. I maggiori beneficiari comprendono i produttori di chip Taiwan Semiconductor Manufacturing Company e Broadcom, nonché il produttore di componenti Murata Manufacturing.

Stiamo assistendo a un cambiamento delle abitudini di consumo, soprattutto nei mercati emergenti. In alcuni Paesi, i giovani dispongono di un potere di acquisto notevole, influenzando così i modelli di acquisto. Molti non hanno conosciuto l’era analogica, essendo cresciuti con internet e la tecnologia. Ad esempio, quando si paga il conto in un ristorante negli Usa, si deve ancora firmare. In Africa, si usano i cellulari per trasferire denaro ed eseguire i pagamenti.

In tale contesto l’interrogativo sull’andamento futuro dell’inflazione è davvero fondamentale. Stiamo notando maggiori prospettive per l’inflazione. Certamente l’Europa ha bisogno che salga. Negli Usa, le aspettative inflazionistiche stanno aumentando. Anche la Cina ha sorpreso con la forte crescita dei prezzi alla produzione, mentre i prezzi al consumo giapponesi hanno segnato una ripresa. Abbiamo iniziato ad aumentare leggermente le posizioni nelle società dei settori dell’energia e dei materiali. Tuttavia, non prevediamo un’escalation inflazionistica. A nostro giudizio, le prospettive economiche mondiali restano offuscate. Nonostante l’ottimismo per i cambiamenti di politica negli Usa e il potenziale stimolo alle infrastrutture, probabilmente l’incertezza dello scenario geopolitico impedirà un inasprimento monetario aggressivo. I tassi d’interesse, sebbene in risalita dai minimi in tutto il mondo, potrebbero rimanere bassi più a lungo.

I settori da evitare sono quelli orientati al mercato interno come le telecomunicazioni e i servizi di pubblica utilità. Anche la nostra esposizione alle banche è relativamente ridotta. Il comparto bancario continua ad affrontare una serie di difficoltà, dalle sfide della crescita ai requisiti patrimoniali. Detto ciò, presentiamo investimenti consistenti in alcune imprese attive nei servizi finanziari. Una di queste è CME, leader globale nella borsa dei futures. CME si trova in una posizione privilegiata per trarre beneficio dalla volatilità del mercato. Il passaggio dai prodotti fuori borsa ai prodotti di borsa offre un vantaggio ulteriore.

Stefania Basso
Laureata all'Università Statale di Milano, dal 2006 collaboro con Fondi&Sicav. Lunga esperienza nel settore del risparmio gestito come marketing manager presso Franklin Templeton Investments e J.P. Morgan Fleming Am a Milano e a Lussemburgo. Breve esperienza presso Lob Media Relations come ufficio stampa per alcune realtà finanziarie estere. In tutto il mio percorso professionale ho lavorato a stretto contatto con persone provenienti da diverse parti del mondo, che mi hanno permesso di avere un approccio dinamico e stimolante e di apprendere attraverso il confronto con realtà differenti.
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