La Grecia non spaventa (per ora)

Osservando la dinamica dei prezzi della settimana che ci siamo appena lasciati alle spalle non si può di certo affermare che la volatilita’ abbia latitato.

Pur senza spunti interessanti sul fronte delle pubblicazioni macro, i movimenti di mercato sono stati davvero rilevanti e non sempre di immediata interpretazione. Abbiamo assistito infatti, su base giornaliera, ad escursioni di prezzo che hanno spesso sovraperformato la media storica devi vari strumenti finanziari sul mercato valutario, così come sul comparto azionario e in maniera più frazionata su quello delle commodities. Nonostante dunque in ottica di market mover la settimana risultasse tra le più scarne del recente passato – con l’assenza di un vero propulsore in grado di spingere i mercati verso forti strappi e condurre dunque ai famosi breakout della volatilità forieri di direzionalità – si è osservato il cambio Eurodollaro testare i supporti in area 1,0675 per poi riportarsi sulle resistenze fino a 1,09, mentre l’altro benchmark rappresentato dall’indice tedesco Dax ha assunto maggiormente i contorni ribassisti in multiday che potrebbero delinearsi con chiarezza su potenziali brekout sotto il supporto fondamentale a 11.600 punti. Resteranno da monitorare gli sviluppi dei negoziati tra Grecia e Unione Europea, con la volatilità dunque che è destinata perfino ad aumentare nelle prossime settimane.

Dall’Eurogruppo di venerdì intanto non arrivano buone notizie, con i mercati che tuttavia resistono senza punire quanto comunicatoci dai ministri finanziari dell’Eurozona, ovvero che il ministro delle finanze greco Varoufakis sembrerebbe un dilettante (sull’abbigliamento potrebbero anche avere ragione, siamo favorevoli alla concretezza piuttosto che all’etichetta, questo è vero, ma una cravatta si sarebbe potuta indossare). Parole forti verso una persona additata di continuare a tenere delle “lezioni” anziché agire, una persona che sta cercando di far rifinanziare il debito grazie agli aiuti da parte della UE anziché rifinanziarlo con le proprie risorse e che ha espresso perplessità ed ansia relativamente alle tempistiche che si stanno verificando prima di arrivare ad accordi concerti.

Grossi punti di domanda dunque per gli investitori di fronte ad una certezza: il braccio di ferro tra chi non vuole vendere la propria terra e le proprie persone e chi invece vuole fare le prime prove di impoverimento programmato di una Nazione. Nessun dato particolarmente rilevante per quanto concerne la giornata di oggi che potrebbe portare con sé movimenti ancora dollarocentrici, con borse che non hanno mostrato reazioni particolari e che, in caso di rottura dei massimi relativi in America questo pomeriggio, potrebbero tentare delle ricorrelazioni sull’asse Usa/Europa.