La Grecia verso un accordo

A cura di Rocki Gialanella

La riunione di ieri dell’Eurogruppo sembra aver sbloccato le negoziazioni e rende piu’ vicina la firma di un accordo

Il messaggio lanciato ieri da Jeroem Dijsselbloem, presidente dell’Eurogruppo, è stato chiaro. Non c’è ancora un accordo, ma l’ultima proposta formulata da Atene rappresenta una base per continuare a negoziare e sperare che la conclusione di questo dramma ellenico in più atti arrivi alla conclusione nel corso della settimana. Le istituzioni che fanno parte della Troika dei creditori del paese (BCE, FMI e Commissione Europea) hanno bisogno di studiare nel merito l’ultima proposta del Governo guidato da Alexis Tsipras. Attualmente sembra che la soluzione del problema sia una questione formale e tecnica e non politica. La decisione politica di mantenere la Grecia all’interno dell’eurozona e la precaria situazione in cui versa Atene sembrano aver preso il sopravvento su considerazioni di altro tipo.

In cosa consiste il nuovo piano presentato dal Governo Tsipras? In cambio della firma dell’accordo che porterebbe allo sblocco di nuove risorse da erogare alla Grecia (una parte del programma di salvataggio che non è stato ancora rimborsato), Atene sarebbe disposta ad aumentare l’Iva applicata ad alcuni alimenti e al settore turistico (alberghi). In materia di pensioni, altro importante cavallo di battaglia nell’ambito delle negoziazioni, Tsipras accetterebbe di eliminare, a partire dal 2016, i prepensionamenti (con un risparmio di 200 mln per le casse dello Stato). Il primo ministro sarebbe anche disposto a tagliare gli assegni previdenziali di 800.000 funzionari della pubblica amministrazione.

Se la proposta verrà accettata, la Grecia riceverà da subito nuove risorse. I creditori e il Governo ellenico hanno firmato un’estensione del piano di salvataggio fino alla fine di giugno. Alla firma dell’accordo, Atene riceverà parte dell’ultima tranche del secondo programma di aiuti, pari a 7.200 mln di euro.

Il 30 giugno non rappresenta solo la data limite per l’estensione del secondo programma di salvataggio della Grecia. Quel giorno Atene dovrà rimborsare 1.600 mln di euro al FMI. Il 20 luglio sarà la volta del rimborso alla BCE di una parte del programma di aiuti. Il calendario estivo dei rimborsi si presenta ricco di appuntamenti per Tsipras.

Dinanzi alle reticenze del FMI, che per ora si è limitato a comunicare di avere preso in visione l’ultima proposta di Atene, assume sempre maggiore importanza il comportamento della Bce, che sembra disposta ad elevare la liquidità d’emergenza (Ela) erogata alle banche greche per evitare, in una fase in cui si è verificata una forte accelerazione dei prelievi dai depositi bancari, un corralito in stile Argentina. Ieri la Bce ha provveduto ad aumentare le risorse indirizzate agli istituti di credito greci.

In caso di accordo, la Bce potrebbe dare il via libera alle emissioni di titoli consentite al Tesoro di Atene. Attualmente, il limite massimo per queste ultime è di 15.000 mln e i maggiori acquirenti di titoli sono proprio le banche elleniche. Come ultima ratio resterebbe l’acquisto di titoli greci da parte della Bce. Questo significherebbe accettare i bond greci come collaterale (facendo un’eccezione alla regola che vieta l’utilizzo di bond non investment grade come collaterali e al limite del 33% del debito di un paese all’interno del suo bilancio). In tutti i casi, quest’ultima eventualità non potrà trovare spazio prima di luglio.

Rocki Gialanella
Rocki Gialanella
Laurea in Economia internazionale presso l’Università degli Studi di Napoli ‘Federico II’. Ho abbracciato il progetto FondiOnline.it nel 2001 e da allora mi sono dedicato allo sviluppo/raggiungimento del target che ci eravamo prefissati: dare vita a un’offerta informativa economico-finanziaria dal linguaggio semplice e diretto e dai contenuti liberi e indipendenti. La storia continua con FONDI&SICAV.