La lotta della Turchia

a cura di Stefania Basso

Il commento e l’outlook macroeconomico del secondo trimestre 2015 di Melis Metiner, Economist HSBC Turkey

I dati recenti indicano che la crescita ha mostrato i segnali di decelerazione nei primi mesi del 2015. L’indice dei responsabili acquisto del settore manifatturiero è stato in territorio negativo a gennaio e febbraio. La produzione industriale è scesa del 2,2% su base annua a gennaio, dopo aver registrato una crescita del 3,6% nel 2014. L’utilizzo della capacità, la fiducia per i consumi e la fiducia industriale sono bassi. La disoccupazione sta aumentando. A dicembre 2014, il dato più recente disponibile, il tasso di disoccupazione, aggiustato per i valori stagionali, ha segnato +10,4%, in aumento dal 9,1% di dicembre 2013. La disoccupazione giovanile è ancora più alta, pari a +19,1% dal 16,4% dello stesso mese dell’anno precedente.

In questo momento si stima una crescita del 3,0% per il 2015 ma i rischi tendono al ribasso. L’indebolimento e la volatilità della lira potrebbero impattare sulla fiducia nei consumi e rallentare la spesa delle famiglie. L’investimento fisso del settore privato è stato il più debole dal 2011 e non è prevista un’inversione di tendenza significativa nel 2015. I dati più recenti indicano che anche la crescita dei prestiti alle imprese sta rallentando, dopo aver toccato il picco a novembre 2014.

L’inflazione dei beni di consumo ha sorpreso al rialzo a gennaio e febbraio dato che l’abbassamento dei prezzi dell’energia è stato controbilanciato dall’aumento dell’inflazione dei generi alimentari. Gli indicatori dell’inflazione nominale hanno comunque mostrato i segnali di moderazione a febbraio. L’inflazione nominale potrebbe iniziare a rallentare in modo significativo a marzo e toccare il punto più basso ad agosto, intorno al 6%, prima di risalire al 7,4% entro dicembre.

L’indebolimento della lira turca potrebbe perdurare nel 2015 e il cambio dollaro-lira potrebbe toccare il picco intorno a 2,75 nel terzo trimestre del 2015. Gli effetti ritardati dell’indebolimento della lira inizieranno a spingere al rialzo l’inflazione dei prezzi al consumo alla fine del 2015. Di conseguenza HSBC alza la stima del tasso medio dell’inflazione per il 2016, dal 6,5% al 7,8%.

Durante l’incontro di marzo del CPM la CBRT ha mantenuto tutti i tassi di interesse chiave invariati. Ma l’outlook dell’inflazione sarà meno positivo a causa dell’indebolimento della valuta. Inoltre la Fed americana inizierà a normalizzare i tassi a settembre. Per questo il team di HSBC prevede un graduale ciclo di inasprimento in Turchia a partire dal mese di settembre e un aumento cumulativo dei tassi di 100 punti base tra settembre e la fine del 2015.

Stefania Basso
Stefania Basso
Laureata all'Università Statale di Milano, dal 2006 collaboro con Fondi&Sicav. Lunga esperienza nel settore del risparmio gestito come marketing manager presso Franklin Templeton Investments e J.P. Morgan Fleming Am a Milano e a Lussemburgo. Breve esperienza presso Lob Media Relations come ufficio stampa per alcune realtà finanziarie estere. In tutto il mio percorso professionale ho lavorato a stretto contatto con persone provenienti da diverse parti del mondo, che mi hanno permesso di avere un approccio dinamico e stimolante e di apprendere attraverso il confronto con realtà differenti.