La mimetizzazione dei derivati

A cura di Rocki Gialanella

I derivati, armi di distruzione di massa secondo la definizione coniata da Warren Buffett, continuano a rappresentare un grande rischio per la stabilita’ finanziaria

I derivati hanno svolto un ruolo primario nello scoppio della crisi finanziaria del 2008. L’assenza di una regolamentazione ha dato il via libera a pratiche che hanno occultato l’enorme rischio sottostante il mercato finanziario ed ha provocato, tra le altre cose, il collasso della società di assicurazione AIG. Tuttavia, la risposta data dalle autorità alla crisi potrebbe generare la prossima crisi.

I derivati non sono scomparsi, ma sono soltanto cambiate le modalità da rispettare per il loro utilizzo. Le autorità di Usa, Europa e Asia hanno apportato cambiamenti alla normativa che obbligano le banche a prevedere più garanzie per far fronte ad eventuali default di tali assets. Il problema è che le nuove norme hanno generato una vulnerabilità proprio nel luogo dove si depositano queste garanzie: le camere di compensazione.

In seguito alla crisi del 2008, i legislatori hanno deciso di dare un ruolo più rilevante a queste camere con l’intento di rendere più sicuro e trasparente il mercato degli swaps. L’obiettivo consisteva nel fare in modo che le perdite accumulate da una banca non mettessero in pericolo altre banche, imprese e, in ultima analisi, l’intera economia.

Le camere di compensazione sono piattaforme private utilizzate dagli operatori per rendere effettive le compravendite di derivati (e altri assets) legati a tassi d’interesse, obbligazioni etc. Tali camere si comportano come intermediari per ridurre il rischio, registrare e supervisionare operazioni. Tutti i mercati sono associati a qualche camera di compensazione e per parteciparvi è necessario che le entità interessate ne diventino membri. In casi di default da parte di un associato, la camera viene incaricata di liquidare le garanzie apportate.

L’ampliamento delle funzioni delle camere di compensazione ha comportato una lievitazione della concentrazione dei rischi all’interno delle stesse camere. Il collasso di una camera potrebbe provocare perdite illimitate nelle banche. La chiave per comprendere il rischio si trova nel funzionamento stesso del sistema. Le banche depositano garanzie in queste camere per proteggere un default futuro e le stesse camere contribuiscono alla copertura dei rischi con capitali propri. In un momento di crisi o di contrazione del credito -come quelli vissuti durante la crisi del 2007-, le camere potrebbero chiedere alle banche le garanzie apportate, generando perdite difficilmente calcolabili nel sistema finanziario.

CME e ICE, società che controllano due tra le più grandi camere di compensazione statunitensi, hanno recentemente scritto al Governo usa per sottolineare come le camere non siano istituzioni che assumono rischi. Pertanto, queste società hanno chiesto alle autorità di non introdurre norme sui ratio del capitale destinate alla creazione di una protezione da un ipotetico default. In Europa, la più importante è LCH.Clearnet.

Nonostante le precisazioni delle camere di compensazione statunitensi ed europee, i rischi non sono del tutto astratti. Due anni fa, il default di un’entità coreana ha costretto il mercato locale a creare un fondo d’emergenza che ha causato perdite tra tutti gli altri membri della camera di compensazione. Questo evento dimostra quanto sia difficile determinare il rischio per una banca nel momento in cui non sia possibile valutare le perdite derivanti dal default di una camera di compensazione. Questa è la ragione che ha convinto la Fed ad aumentare la supervisione dell’operato di queste piattaforme e a studiare nuove formule che consentano di tener lontano il cosiddetto rischio sistemico.

Rocki Gialanella
Rocki Gialanella
Laurea in Economia internazionale presso l’Università degli Studi di Napoli ‘Federico II’. Ho abbracciato il progetto FondiOnline.it nel 2001 e da allora mi sono dedicato allo sviluppo/raggiungimento del target che ci eravamo prefissati: dare vita a un’offerta informativa economico-finanziaria dal linguaggio semplice e diretto e dai contenuti liberi e indipendenti. La storia continua con FONDI&SICAV.