La ripresa sembra piu' vicina

Edizione primaverile dell’Osservatorio ANIMA – GfK sul risparmio delle famiglie italiane

–  Diminuiscono i “pessimisti” sul futuro dell’economia italiana, dal 58% al 41%, e gli euroscettici, dal 42% al 35%
–  La progettualità sull’uso dei risparmi riaccende timidamente i motori
–  Si conferma il vantaggio delle soluzioni d’investimento (scelte dal 26% delle famiglie) rispetto a immobili (10%) e liquidità (3%)

Migliora il sentiment delle famiglie italiane. O meglio, rispetto all’ultima rilevazione di ottobre 2014 che aveva segnato un ritorno dell’incertezza, il pessimismo sulla futura situazione economica dell’Italia rallenta il passo. È questa una delle principali evidenze che emergono dall’edizione primaverile dell’Osservatorio semestrale promosso da ANIMA Sgr, l’operatore leader indipendente del risparmio gestito italiano, in collaborazione con la società di ricerche di mercato GfK.

La rilevazione – che si propone di indagare sui comportamenti finanziari delle famiglie italiane in funzione dei loro progetti – è stata realizzata su un campione di oltre 1.300 adulti “bancarizzati” (cioè titolari di un conto corrente bancario o postale), rappresentativo di oltre 41 milioni di individui, fra cui si contano circa 10 milioni di investitori, ovvero coloro che posseggono almeno un prodotto di investimento. Analizziamo ora nel dettaglio quanto è emerso.

LA RIPRESA ECONOMICA SEMBRA PIU’ VICINA

Per quanto riguarda la visione sull’Italia tra un anno, per il 15% del campione generale migliorerà la situazione economica (a ottobre si parlava del 12%) mentre il 36% (prima era il 22%) ritiene che non si verificheranno particolari cambiamenti e che quindi, se pur ancora di tipo precario, si sia raggiunta un po’ di stabilità. Più significativa, in particolare, la diminuzione dei “pessimisti”, che in totale – fra coloro che credono che il contesto peggiorerà “di poco” e “di molto” – sono scesi al 41% dal 58% dell’autunno 2014.
Sul fronte, invece, della moneta unica, rispetto ad un anno fa risultano in calo gli “Euroscettici”: se oggi si dovesse votare per un referendum sull’Euro, il 37% dei bancarizzati (dal 38% di un anno fa) ha dichiarato che voterebbe a favore della moneta unica”; il 35% (dal 42%) al contrario vorrebbe una “nuova lira”.

RISPARMIARE A PICCOLI PASSI

In vista del raggiungimento dei progetti di risparmio e di spesa dichiarati, le famiglie metteranno in atto delle strategie dal punto di vista economico.
Ecco allora che in linea con quanto già emerso sei mesi fa, si continuerà a puntare sull’obiettivo di evitare gli sprechi e pertantosulla riduzione delle spese superflue (come ad ottobre si tratta del 73% del totale del campione); in particolare, però, rispetto al 2014 l’attenzione oggi si focalizzerà sull’aspetto dell’accumulo progressivo (il 37% dichiara di voler mettere denaro da parte, in crescita rispetto al 33% della scorsa rilevazione).

LE SOLUZIONI D’INVESTIMENTO CONSERVANO IL LORO FASCINO

Se la propensione a investire, rispetto a sei mesi fa, si presenta in generale un po’ ridotta – nel campione generale dei bancarizzati si passa al 34% dal 41% mentre nel sottoinsieme di chi è già abituato a investire al 69% dal 73% -, tuttavia gli italiani confermano l’interesse per l’investimento in prodotti finanziari (26%), mentre prosegue la discesa per quanto riguarda il “mattone” (al 10% dal 14% dell’anno precedente) e per la liquidità (al 3% dal 6%).

IL PRODOTTO FA ANCORA LA DIFFERENZA

Nella scelta delle soluzioni di investimento, per il totale dei bancarizzati, continuano a contare le caratteristiche relative al prodotto (74%) e se il principale driver di scelta dei risparmiatori è rappresentato ancora una volta dalla dimensione della “sicurezza-protezione” (47%), con i tassi di interesse ai minimi ormai da lungo tempo, acquisiscono importanza la semplicità con cui provvedere all’investimento (al 18% dal 15%) e la durata di breve termine (al 13% dal 9%).