La rivincita di Davide su Golia: gli Etf superano gli Hedge Funds

Nel 1999 il settore degli ETF rappresentava un decimo di quello del suo “rivale” e ora invece, i ruoli si ribaltano. L’analisi di MoneyFarm

Quella che ci accingiamo a raccontare è un po’ la storia di Davide e Golia e di come quelli apparentemente più deboli possano battere i più forti.In tanti oggi conoscono gli hedge funds, i vantaggi in termini di diversificazione e i meccanismi sottostanti la loro gestione.In pochi invece sono consapevoli di quanto tale gestione possa essere infruttuosa oltre che costosa.Ma se fino a poco tempo fa il mercato degli hedge funds non aveva pari, ora le cose cambiano e gli ETF, ossia i fondi a gestione passiva, li superano. Secondo quanto riportato da ETFGI (società di ricerca), gli asset globali degli ETF ammontavano a fine giugno a 2,971 trilioni di dollari contro i 2,969 degli hedge funds (Hedge Fund Research).Le ragioni sono molteplici e risiedono tra le altre cose nel differente approccio, nei costi e nei rendimenti.

Gestione.
Gli ETF sono fondi quotati in borsa che replicano la performance di un dato indice sottostante (benchmark) e per questo vengono detti “passivi”.Possono seguire quasi tutto, dal prezzo dell’oro fino a quello degli immobili commerciali, riservare ottimi rendimenti e costare veramente poco all’investitore.Anche gli hedge funds investono in una vasta gamma di attività, ma adottano un approccio molto diverso. Utilizzando strategie molto più complesse, hanno lo scopo di offrire un rendimento superiore a quello conseguito dal benchmark e, potendo vendere allo scoperto, ambiscono a prosperare in qualsiasi condizione di mercato. Ma in cambio, hanno costi da capogiro e per questo spesso sono approdo di grandi investitori.Entrambi, sia gli ETF e che gli hedge funds stanno crescendo a scapito di un rivale molto più grande, i fondi comuni di investimento tradizionali, costretti a lottare con rendimenti sempre più risicati, soprattutto a partire dal 2000, quando due”mercati orso” hanno affondato titoli azionari e obbligazionari.

Costi e rendimenti
In un mondo di rendimenti ridotti, i bassi costi di ETF hanno un maggiore potere attrattivo. Per l’industria degli hedge funds, al contrario, i rendimenti bassi sono un problema.Nel 1990 gli hedge funds hanno goduto sette anni di rendimenti medi a due cifre”; tra il 2000 e il 2010 gli anni si sono ridotti a tre e in quest’ultima decade (dal 2010 a oggi), è accaduto solo una volta.E quando si tratta di perdite, soprattutto dal 2008, la reputazione degli hedge funds è crollata insieme ai rendimenti.Anche gli ETF hanno vissuto fasi critiche ma come sottolineato da Jack Bogle, fondatore di Vanguard, in questo caso il rischio maggiore è dato dagli stessi investitoti retail che, data la facilita di negoziazione degli ETF, sono spesso tentati da continue e dannose negoziazioni.

Il futuro
Il settore degli ETF, per la sua efficienza e per le debolezze dei rivali, crescerà ancora a ritmi serrati e di certo la distanza tra questa soluzione d’investimento e le altre similari è destinata ad accrescere, con beneficio per i piccoli investitori e, di riflesso, in favore di una finanza più trasparente.

Rocki Gialanella
Rocki Gialanella
Laurea in Economia internazionale presso l’Università degli Studi di Napoli ‘Federico II’. Ho abbracciato il progetto FondiOnline.it nel 2001 e da allora mi sono dedicato allo sviluppo/raggiungimento del target che ci eravamo prefissati: dare vita a un’offerta informativa economico-finanziaria dal linguaggio semplice e diretto e dai contenuti liberi e indipendenti. La storia continua con FONDI&SICAV.