a cura di Kelony

L’unica tecnologia profittevole a orientamento sostenibile, in grado di trovare soluzioni per migliorare l’esistente, si chiama intelligenza artificiale (Ai-artificial intelligence), di nuova generazione.

Sostenibilità nel senso di green e di durabilità, di adattabilità, ma, soprattutto, di stabilità. La posta in gioco è l’umanità intera nel suo potenziale di sviluppo o di regressione finale. 

Gli impatti del riscaldamento climatico e della CO2 esistono e sono misurabili, non sono l’esagerazione di una ragazzina ormai ventenne. Ma, analizzando in modo scientifico e freddo la rivoluzione continua nella quale viviamo, il problema, a monte, è solo uno: il tempo. Non c’è più tempo per accorgerci che le soluzioni sono sotto il nostro naso e dobbiamo solo decidere di adottarle. È una tecnologia nuova? No, è stata inventata nel XIX secolo.

RISPARMIARE SOLDI E TEMPO

Allora si chiamava intelligenza meccanizzata, ma in sostanza è la stessa cosa. E perché è stata adottata? Per risparmiare soldi e tempo. Tutto nacque a Londra nel 1821 dall’intelligenza di Charles Babbage, matematico, filosofo e scienziato inglese, che progettò la prima “macchina analitica”.  Si era in piena rivoluzione industriale. Babbage inventò i principi di base dei moderni computer, mentre la sua brillante amica, lady Ada Lovelace, era altrettanto consapevole che, con l’invenzione della macchina analitica, l’umanità avrebbe beneficiato dei vantaggi dell’intelligenza meccanizzata. Lady Lovelace, matematica londinese, è stata la prima programmatrice della storia;  sostenne il lavoro di Babbage e sviluppò, nel 1843, ciò che viene considerato il primo software.  A lei si riconosce il merito di avere capito che le macchine computazionali avrebbero potuto trascendere il campo dei soli numeri ed elaborare qualunque tipo di informazione, dalle parole, alle immagini e alla musica. Era nata l’intelligenza artificiale.

Insieme agli inglesi, non dimentichiamolo, anche Giuseppe Peano a Torino ebbe la sua fondamentale importanza. In sintesi, i lavori successivi portarono a codificare le strutture di ragionamento strettamente deduttive, a combinare il ragionamento formale con lo studio degli insiemi e dei numeri, a formalizzare la geometria (in modo più rigoroso di Euclide) con l’inizio del ragionamento meccanizzato. 

A poco a poco stavano emergendo le caratteristiche essenziali dell’Ai:

a. reagire in modo flessibile alle situazioni che si presentano;

b. trarre vantaggio da circostanze fortuite;

c. discernere il significato di messaggi ambigui o contraddittori;

d. giudicare l’importanza relativa di diversi elementi in una situazione;

e. trovare somiglianze tra le situazioni, nonostante le loro differenze;

f. fare distinzioni tra le situazioni, nonostante le loro somiglianze;

g. sintetizzare nuovi concetti a partire da quelli vecchi assemblati in modi diversi;

h. elaborare nuove idee.

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